Azione Giovani: “Caro sindaco, basta ca..ate”
Mentre si contano già 500 firme contro l'autosilo di piazza Vittorio Emanuele II, in via Milano i manifesti di Azione Giovani invitano a non firmare e prendono di petto anche Farioli
La prima giornata di raccolta firme per il referendum consultivo sul parcheggio auto sotteranneo da realizzare in piazza Vittorio Emanuele II sta procedendo in modo soddisfacente per gli organizzatori. Lo comunica il consigliere comunale de La Voce della Città Audio Porfidio, sottolineando le circa 500 firme raccolte solo in questa giornata festiva dell’Immacolata presso il banchetto di via Milano.
Meno soddisfacente, per Porfidio e per i sostenitori del referendum che mira a fermare le ruspe e il conseguente spostamento dalla storica piazza del monumento ai caduti e ai deportati, è la comparsa, fin dalla mattinata di oggi, di manifesti a firma di Azione Giovani che invitano i cittadini a non firmare. Il testo dei manifesti denuncia il referendum come un tentativo di mettere i bastoni fra le ruote al rinnovamento di una città "rimasta vittima dell’immobilismo". Azione Giovani le canta chiare anche a Farioli: "Caro sindaco, basta cazzate!" si legge testuale, "Basta cercare sponde anche nell’opposizione per votare provvedimenti fondamentali per la nostra città". I giovani di An prendono poi di mira "alcuni partiti di minoranza" che, "supportati da poche, e sempre le stesse, associazioni, si sono messi in testa di voler bloccare il processo di rinnovamento della città". La stoccata finale è per Porfidio: "Tra i promotori del referendum figurano partiti che tempo a dietro proposero la serrata dei locali pubblici alle 23 con l’unico obiettivo di confermare lo scandaloso appellativo che Busto Arsizio sta cercando di guadagnarsi: città dormitorio!". Da qui l’invito a non firmare.
Porfidio ribatte accusando Azione Giovani di comportamento antidemocratico, e insiste ricordando che la sua proposta di chiusura alle 23 riguardava solo determinati esercizi pubblici che distribuiscono cibi e bevande all’esterno. Una precisazione, o una mezza marcia indietro, che arrivò dopo le prime feroci polemiche, ma che finora è servita a a poco: la proposta, nata dalle segnalazioni di alcune persone irritate per il chiasso notturno fuori da take away, panetterie e simili, ha finito per ritorcersi contro il consigliere.
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