PGT, “la partecipazione dov’è”?
Alterlist fustiga l'amministrazione comunale per non aver dato più tempo per le osservazioni preliminari e non essersi attivata per coinvolgere i cittadini
Riceviamo e pubblichiamo
Lo scorso 30 novembre sono scaduti i termini per la presentazione di osservazioni e proposte relative al procedimento di redazione degli atti del Piano, documento che disegna tutte le future scelte urbanistiche di Busto Arsizio. Definisce, insomma, in quale tipo di città si troveranno a vivere i nostri figli e i nostri nipoti. Una bella eredità.
Alterlist e Unaltralombardia, insieme ad altre 5 associazioni e a numerosi cittadini bustocchi hanno inoltrato qualche settimana fa (era il 13 novembre) una formale richiesta all’amministrazione per prorogare la scadenza del 30 novembre e definire un piano operativo che favorisse la partecipazione dei cittadini, anche alle prossime fasi di redazione del Piano di Governo del Territorio. Rispettando, peraltro, lo spirito del legislatore.
Tutto è taciuto da parte dell’amministrazione, nessuna reazione, neanche un cenno di vita, nemmeno un diniego. Almeno si fosse avuto il coraggio di dire: “No, i termini non li proroghiamo e la partecipazione non la facciamo.”
Fare finta di niente è politicamente ancora più significativo, non degnare di alcuna risposta una proposta misurata e costruttiva è un segnale preoccupante da parte di un’amministrazione che continua ad ignorare chi vuole fornire contributi operativi. Significa, forti della propria maggioranza, procedere a testa bassa secondo criteri ed interessi legittimi ma non unici.
Ascoltare i cittadini, pur forti del proprio mandato elettorale, non significa rinunciare alla titolarità della propria condizione di eletti a governare, ma significa governare meglio e rispondere ai bisogni veri, anche quelli che emergono strada facendo.
Sindaco Farioli, non doveva essere il “Sindaco di tutti”, come dopo la sua elezione, ha scritto sui manifesti con cui ha tappezzato la città?
Assessore Reguzzoni, pur apprezzando la sua disponibilità nel partecipare alle iniziative dei quartieri, quand’è che la partecipazione vuole iniziare a farla seriamente, assumendosene la responsabilità, programmando momenti operativi, investendo risorse specifiche?
Peccato, questo atteggiamento non può che far pensare ad un timore della partecipazione: è più facile e sicuro continuare a dar retta solo agli interessi di chi assicura sostegno e potere.
Il fatto che i principali soggetti interessati – gli abitanti di Busto Arsizio – che vivono su e nel territorio, lo abitano, gli attribuiscono significati, lo “usano” quotidianamente siano concretamente coinvolti nel progetto di trasformazione della città (il nuovo PGT) è secondario. Che i luoghi progettati con il coinvolgimento degli abitanti rispondano meglio alle esigenze dei suoi abitanti, attraverso un processo negoziale che crea legami tra le persone coinvolte e tra le persone e i luoghi oggetto del progetto, passa in secondo piano rispetto alle esigenze di chi possiede aree edificabili da far fruttare.
Ancora una volta la città sta perdendo un’occasione importante e chi la pagherà più cara sono ancora una volta i cittadini.
Marta Tosi – capogruppo Gruppo Misto
Paolo Zuffinetti – Presidente Alterlist
Prendiamo atto della sordità dell’amministrazione alla richiesta di partecipazione da parte di cittadini ed associazioni relativa alla definizione del Piano di Governo del Territorio.
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