Usura, arrestato imprenditore
Era socio e amministratore di società di comodo impiegate da un gruppo di strozzini per farsi cedere esercizi ed attività commerciali. Sequestrato anche un immobile residenziale
Mercoledì 23 gennaio la Guardia di Finanza di Busto Arsizio ha tratto in arresto un imprenditore 55enne di Cardano al Campo, sequestrando anche un immobile residenziale. Il provvedimento di custodia
cautelare è stato spiccato dal gip Donatella Banci Buonamici. Interrogato in mattinata, l’uomo, accusato di usura, ha negato ogni addebito.
L’imprenditore arrestato, difeso dagli avvocati Brusatori e Arrigoni, risulta essere socio ed amministratore di alcune società di
comodo create da un gruppo di strozzini per coprire il trasferimento a proprio beneficio di proprietà estorte alle vittime. Un immobile residenziale del valore di
circa 200.000 euro, intestato alla convivente dell’arrestato e
individuato quale provento di usura, è stato posto sotto sequestro
preventivo.
L’operazione compiuta dalle Fiamme Gialle ha alle spalle una lunga e complessa indagine che nel mese di febbraio nel 2007 aveva permesso di identificare i vertici di un’organizzazione di usurai attiva in provincia di Varese. In seguito si è potuto ricostruire quello che i finanzieri definiscono "il percorso dell’usura": una via che putroppo in molti imboccano. Due soggetti in gravi ed improvvise difficoltà economiche, nell’impossibilità di accedere ai normali canali bancari, si sono affidati a degli strozzini che li hanno ulteriormente "spolpati". Come spesso accadeva, per una sorta di "sindrome di Stoccolma", gli usurai finivano per essere considerati "benefattori" dalle proprie vittime, in quanto i soli disposti ad "aiutarli" (si fa per dire). In seguito, con le consuete intimidazioni e minacce, i cravattari costringevano le vittime a cedere negozi ed attività commerciali a società di comodo da loro create – e amministrate come si è visto dall’arrestato – il che rendeva difficle risalire ai reali beneficiari di queste transazioni non propriamente volontarie.
Le vittime, ormai sul lastrico e sottoposte a pesantissime pressioni, dovevano accettare condizioni ed interessi a dir poco assurdi se rapportati ai tassi di mercato normalmente praticati. Tanto per dare un’idea, a fronte di un prestito di 70.000 euro, un imprenditore avrebbe sborsato, fra interessi e beni in garanzia che fruttavano ulteriore profitto agli strozzini, non meno di 206.000 euro.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
principe.rosso su Crollo alla E-Work Arena, Varese pronta ad aiutare la Uyba Volley: a disposizione il palasport di Masnago
GrandeFratello su Centro Campus, via alla trasformazione: "Varese sempre più all'avanguardia nel basket europeo"
lenny54 su Turisti e seconde case fanno impennare i consumi d'acqua nel nord della provincia, lo dicono i dati degli acquedotti
Felice su Musi di Varese 2027, presentato il calendario del Canile: Palazzo Estense accoglie i cani della città
Felice su Turisti e seconde case fanno impennare i consumi d'acqua nel nord della provincia, lo dicono i dati degli acquedotti
Bvroye su Nel lago di Monate avvistata la medusa d’acqua dolce: “Specie aliena ma non è periolosa”






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.