Cassa integrazione, dubbi e incertezze tra i lavoratori
Colombo, Filt Cgil: "No alle decisioni unilaterali su turni e orari. Vigileremo sul rispetto degli accordi, la situazione è pesante e lo sarà ancora per molto"
L’aria che si respira a Malpensa è di quelle pesanti. Lunedì 1 aprile parte ufficialmente la cassa integrazione a rotazione per i 900 lavoratori di Sea e per quelli delle società che fino ad ora ne hanno fatto richiesta. Ci sono poi 300 lavoratori per cui Sea ha chiesto il
prepensionamento e tutto l’indotto. L’incertezza è tanta e i telefoni dei sindacati squillano di continuo: dall’altra parte della cornetta lavoratori e lavoratrici che chiedono lumi, che non sanno a quali turni saranno assegnati, quando dovranno stare a casa e per quanto. Un po’ per la confusione della legislazione, poco chiara in molti suoi punti, un po’ per la gestione della cassa integrazione stessa nella miriade di tipologie di contratti e nella moltitudine di aziende presenti nello scalo della brughiera. I rappresentanti dei lavoratori vigilano, tentano di dare risposte, affrontano i nuovi problemi che subentrano ad ogni piè sospinto e aspettano: «È una situazione complessa – spiega Ezio Colombo, segretario provinciale della Filt Cgil -, innanzitutto non ci stanno bene le decisioni unilaterali di Sea che ha stabilito senza confronto con i lavoratori cambi di turni e orari: ci sarebbe una commissione creata appositamente per la gestione della cassa integrazione, se le posizioni dell’azienda
rimarranno le stesse ce ne andremo e porteremo avanti le nostre rivendicazioni in tutte le sedi: non si può appesantire oltremodo la situazione dei lavoratori». Gli incontri con le aziende che chiedono l’apertura delle procedure di cassa integrazione sono tante: Lsg, Nas, EuroHandling, Alha solo per citarne alcune. I lavoratori dell’indotto che subiranno la cassa integrazione a ore sono finora circa 400, ma l’incognita del piano AirFrance fa presupporre che ce ne saranno altre prossimamente: l’incognita per il futuro del settore cargo, ad esempio, è forte, e gli stessi dubbi ci sono per quanto riguarda le reali ripercussioni dovute al disimpegno di Alitalia a Malpensa per i settori del commercio, l’alberghiero, mentre altre già pagano dazio come catering, sicurezza, pulizie. La sensazione è che aprile e maggio saranno mesi pesanti, poi ci dovrebbe essere una ripresa dovuta all’operatività delle compagnie aeree nei mesi estivi, in attesa che qualcosa si muova sul fronte politico: «Certamente adesso come adesso le certezze su quella che sarà la reale portata del piano Alitalia e dell’avvio del piano AirFrance sono difficili da pronosticare –
prosegue Colombo -, i numeri che ci sono oggi non saranno gli stessi domani, ma non possiamo azzardare previsioni certe. L’impatto ci sarà e sarà pesante, lo sentiamo già da qualche settimana. Di sicuro servirebbe una revisione dei patti bilaterali e una concessione strategica degli slot liberi, per permettere ai vettori interessati di operare a Malpensa». Altro fronte aperto quello dei lavoratori interinali e stagionali ai quali è scaduto o scadrà il contratto tra il 24 e il 31 marzo: si tratta di 400 dipendenti per i quali verrà aperto un confronto domani, 28 marzo, tra Sea e i sindacati: «Faremo di tutto per farli assumere tutti a tempo determinato – chiosa Colombo -. Poi, passata la crisi, vorremmo fare in modo che questi contratti diventino a tempo indeterminato. Non possiamo considerare precaria gente che lavora in aeroporto da 4-5 anni con contratti rinnovati innumerevoli volte».
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