Ospedale di Busto, sede del corso universitario “regionale”
Per colmare una carenza di mille infermieri professionali, la Regione ha stretto un accordo con l'Università di Milano per creare più dottori. Busto è una delle tre sedi distaccate
In Lombardia ci sono pochi infermieri? E noi ce li formiamo.
La decisione della Regione Lombardia di attivare tre corsi universitari extra per formare figure specializzate va letta proprio nel senso in questo modo.
I posti decisi e assegnati dal Ministero dell’Università negli ultimi anni hanno portato ad una contrazione degli studenti ammessi, nonostante in corsia ci sia una grande richiesta di personale.
Per questo, la Regione ha deciso di attivare lo scorso anno corsi ulteriori con il fine di un gap che, in Lombardia, è di mille infermieri, dato che la richiesta è di 2800 specializzati, mentre dalle università ne sono usciti 1795.
A beneficiare di questo "surplus" di risorse è stata l’Università degli Studi di Milano che ha trovanto anche nell’ospedale di Busto una valida scuola. L’azienda bustocca mette a disposizione strutture ospedaliere, extra ospedaliere e logistiche, le risorse materiali ed umane per le funzioni gestionali didattiche organizzative. L’Università fornisce, invece, personale docente, quello tecnico-sanitario e amministrativo.
Il corso, iniziato nell’anno accademico 2007-2008, ha durata triennale.
Soddisfatto l’assessore alla Sanità, Luciano Bresciani, su proposta del quale è stata approvata l’intesa: "Una delle principali ragioni dell’attuale carenza di infermieri in Lombardia – ha spiegato – è proprio la risposta da parte del Ministero dell’Università che ha assegnato un numero di posti nei corsi di infermieri notevolmente inferiore alla richiesta di Regione Lombardia: 1.795 a fronte dei 2.800 richiesti. Tali fabbisogni espressi sono stati concordati, caso unico nel Paese, direttamente con i rappresentanti delle professioni e dell’Università. Con questi tre accordi, la Regione Lombardia
dimostra ancora una volta di saper dare risposte positive e
concrete per l’intera collettività".
L’impegno sul fronte della formazione si aggiunge all’accordo sottoscritto alcuni mesi fa con i sindacati per aumentare il premio di produttività (sono stati messi a disposizione dalla Regione 40 milioni di euro di risorse aggiuntive regionali, per un totale di 100 milioni, per aumentare la quota annua di stipendio contrattabile a livello regionale).
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