Approvato il nuovo Statuto della Lombardia

Il Consiglio Regionale ha licenziato in seconda lettura il documento. Soddisfatto Formigoni

Il Consiglio Regionale ha oggi approvato in via definitiva il nuovo Statuto d’autonomia della Lombardia, che entrerà in vigore all’inizio del prossimo settembre: 67 i votanti, 59 voti a favore, 7 astenuti e un solo voto contrario. La nuova carta costitutiva sostituisce il primo Statuto della Regione, risalente a 37 anni fa, ed è il risultato del lavoro della Commissione speciale, presieduta da Giuseppe Adamoli (PD), e della discussione in prima lettura avvenuta in Consiglio il 13 marzo scorso.

Ha aperto la seduta consiliare il relatore Giulio Boscagli, capogruppo di FI-PdL, che ha ricordato le novità contenute nello Statuto. «La vera novità rispetto alla prima approvazione avvenuta lo scorso marzo – secondo Boscagli –  riguarda  il contesto politico nazionale. La volontà del nuovo Governo di realizzare le riforme istituzionali, a partire dall’attuazione di un vero federalismo, anche fiscale, risponde alle esigenze di maggiore autonomia e libertà che abbiamo espresso con questo nuovo Statuto. Lo Statuto che abbiamo concepito ha anche il merito di dettare norme di funzionamento e di organizzazione della regione più conformi alle esigenze attuali». Tra i punti di merito della nuova carta statutaria Boscagli ha sottolineato i valori della libertà della persona, della vita, della famiglia, della sussidiarietà e della ricerca del bene comune, un più efficiente e coerente equilibrio di poteri tra Giunta e Consiglio, i nuovi istituti di garanzia, controllo, di dialogo istituzionale con il sistema delle autonomie lombarde. «Questo Statuto – ha rimarcato Boscagli – risponde agli interessi dell’Ente, ma soprattutto a quelli dei cittadini che chiedono più efficienza e trasparenza del sistema, nonché più adeguatezza e tempestività delle decisioni».

«Grande soddisfazione» è stata espressa anche dal Presidente della Regione, Roberto Formigoni, nel suo intervento davanti all’Assemblea. «L’approvazione del nuovo Statuto è un atto di grande rilevanza politica – ha dichiarato Formigoni – frutto dell’esperienza politica maturata in questi anni, del nostro modello di governo, ma che soprattutto risponde all’ambizione di aggiornare i connotati di una regione dinamica». Formigoni ha poi rilanciato l’opportunità di svolgere “un ragionamento, non ancora un progetto formale, per proseguire il confronto con il Governo nazionale”, anche in vista dell’EXPO 2015. In particolare, Formigoni ha posto l’attenzione sull’eventualità di verificare le condizioni per l’introduzione in Lombardia di disposizioni finanziarie ora in vigore solo per le Regioni a Statuto speciale, una maggiore collaborazione tra Assemblea regionale e Parlamento per quanto riguarda le leggi regionali, l’attribuzione a Regione Lombardia di competenze specifiche per quanto riguarda l’ordinamento degli Enti locali, un allargamento della potestà regionale in tema di sicurezza e polizia locale. Auspicando la ripresa in tempi brevi del confronto con il Governo nazionale sulle nuove regionali – “si tratterà di un banco di prova delle relazioni con il Governo sulla base della fiducia e di obiettivi condivisi e concreti” – il Presidente Formigoni ha sottolineato che prioritari dovranno essere la definizione di un  regionalismo differenziato come nuova forma di unità nazionale e di un federalismo fiscale solidale.

Nel suo intervento, il Presidente della Commissione speciale Statuto, Giuseppe Adamoli (PD), ha dichiarato che il nuovo Statuto di autonomia «permetterà alla Lombardia di valorizzare pienamente le sue potenzialità legislative, di amministrazione e di governo. Sono convinto che al termine del processo di riforma le differenze di ordinamento e di finanza tra Regioni speciali e Regioni ordinarie saranno diminuite di molto, anche attraverso la partecipazione delle Regioni speciali al fondo di solidarietà interregionale». Il Presidente Adamoli ha poi ribadito il suo orgoglio per “aver contribuito, insieme a tutto il Consiglio regionale, alla scrittura di uno Statuto essenziale e valoriale, che disegna senza iperbole ideologiche l’identità lombarda e che afferma, come mai è stato fatto finora, il principio di sussidiarietà”. Per quanto riguarda l’aspetto delle riforme istituzionali, «il nuovo Statuto – ha sottolineato Adamoli – utilizza puntigliosamente  tutti gli spazi autonomistici che la Costituzione consente all’interno dell’ordinamento repubblicano. E’ lo strumento idoneo affinché la Lombardia possa esercitare non solo le funzioni ordinarie, ma anche quelle straordinarie che il Consiglio regionale ha già richiesto al Parlamento e al Governo nazionale con la risorsa del federalismo fiscale. Un’ultima annotazione: la forma di governo derivante dall’elezione diretta del Presidente è nitida ma altrettanto forte è la valorizzazione del Consiglio Regionale in quanto sede della sovranità popolare».  

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Pubblicato il 14 Maggio 2008
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