Come nasce l’inviato di guerra Toni Capuozzo
Il vicedirettore del Tg5 a conduttore del programma “Terra” presenta lunedì 26 maggio il nuovo libro dedicato agli inizi della carriera di inviato di guerra
Sul finire degli anni Settanta, due giovani partirono per l’America Latina. A spingerli erano il mito della rivoluzione cubana, la voglia di vedere il mondo e, forse, la speranza di una vita diversa. Uno di quei due giovani era Toni Capuozzo che lunedì 26 maggio, nel tendone di piazza Italia, alle 21, presenterà il libro scritto proprio su quegli inizi di carriera che lo hanno fatto diventare uno dei più conosciuti giornalisti italiani, oggi anche conduttore di programmi televisivi di approfondimento giornalistico. Il libro si intitola "Adios. Il mio viaggio attraverso i sogni perduti di una generazione", edito da Mondadori, e l’autore sarà intervistato dal giornalista Roberto Rotondo.
Nel libro si racconta che i due giovani non fuggivano da nessuno, non avevano alle spalle nessuna complicità con la lotta armata, o storie di droga, come purtroppo accadeva a molti della loro generazione. Non si conoscevano, se non di sfuggita, e i loro cammini non si incrociarono mai, in quel continente che li avrebbe definitivamente cambiati. Uno si chiamava Elio, atterrò in Brasile, poi si spostò in Nicaragua, per aiutare il paese appena liberato dalla dittatura di Somoza e approfondire l’esperienza della riforma agraria nicaraguense. Ma il suo impegno non gli parve sufficiente: andò nel Salvador per combattere una guerra civile da straniero, per far trionfare quello che credeva fosse il fronte giusto. E nel Salvador morì.
L’altro era Toni Capuozzo. Giunse in Nicaragua dagli Stati Uniti passando per il Messico, e scrisse ciò che vide del paese in rivolta in un quadernetto. Al suo rientro in Italia riuscì a pubblicarlo sotto forma di un lungo articolo: la rivoluzione, quella prima volta, era stata soffocata nel sangue. Quando i sandinisti ricominciarono a combattere, e vinsero, Capuozzo tornò in Nicaragua, come inviato.
Toni Capuozzo è vicedirettore del TG5 e cura e conduce il suo settimanale di informazione Terra!. Ha scritto un libro (Il giorno dopo la guerra, Feltrinelli 1986) e ha ricevuto numerosi premi giornalistici, tra cui il Saint Vincent, l’Ilaria Alpi, il Flaiano, il Max David, il Premiolino, l’Hemingway.
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