Referendum, Farioli: “Sì=vivibilità e bellezza, no=degrado”

"La mia amministrazione porterà comunque avanti il progetto di riqualificazione del centro"

Riceviamo e pubblichiamo un cominucato in cui il sindaco di Busto Arsizio Gigi Farioli esprime il suo sostegno al sì nel referendum di domenica 25 maggio sull’autosilo interrato di piazza Vittorio Emanuele II 

A poche ore dalla consultazione referendaria che invita gli elettori a pronunciarsi sul futuro del centro storico della città, vorrei chiarire i motivi del mio sì, un sì deciso per una città più bella e vivibile e per dire finalmente no al degrado.

E’ da almeno quarant’anni che piazza Vittorio Emanuele II si trova in una situazione non degna della sua storia e del palazzo che la caratterizza, il seicentesco Marliani-Cicogna che oggi custodisce il patrimonio artistico della città e il non meno importante patrimonio librario della biblioteca civica. Questa piazza è sempre stata il cuore civile di Busto: lo testimoniano anche i numerosi nomi che ha avuto nel tempo. Nel Seicento è piazza del Conte (omaggio a Luigi Marliani, primo proprietario del palazzo), poi, con il trasferimento degli uffici comunali e giudiziari (1851-52), diventa piazza degli Uffici. Nel 1860 è gia piazza Vittorio Emanuele II, ma quando il comune si trasferisce a palazzo Gilardoni, a palazzo Cicogna restano solo gli uffici giudiziari e per questo diventa piazza della Giustizia (dal 44 al 45 piazza della Repubblica). Nel 1959, trasferito il tribunale in largo Giardino, la piazza torna ad essere dedicata al re. Un’intitolazione di cui purtroppo pochi si ricordano, a causa del nomignolo volgare con cui la piazza è conosciuta e non solo dai bustocchi.

Oggi abbiamo finalmente la possibilità di vedere questa piazza restituita alle sue funzioni originarie, di recuperare insomma la sua anima storica proprio grazie al primo di una serie di piani integrati di intervento che permetterà di riqualificare il centro storico nel suo complesso.

Piazza Vittorio Emanuele tornerà ad essere l’agorà per eccellenza della città, il cuore pulsante della società civile, e piazza S. Giovanni tornerà ad essere il naturale prolungamento del sagrato della basilica. Non solo: l’intervento porterà un miglioramento dell’arredo urbano e un ingrandimento dell’isola pedonale, il ripristino dell’antico camminamento pedonale che unisce le tre piazze S. Maria, S. Giovanni, Vittorio Emanuele II, garantendo nel contempo un numero di parcheggi adeguato alle esigenze di un centro vivo e vitale.

Da non sottovalutare un altro aspetto: sarà ridata dignità al monumento ai Caduti secondo le indicazioni della Sovrintendenza ai beni culturali che aveva sottolineato come la scultura eretta nel 1958 fosse incompatibile con il palazzo seicentesco. Lo spostamento in piazza Trento Trieste rispetterebbe anche le volontà dell’autore, Enrico Manfrini, il quale riteneva che una piazza non fosse una sistemazione adatta per la sua opera che poteva invece essere valorizzata da uno spazio più ampio.

L’intervento rappresenta inoltre solo il primo passo di un percorso che porterà anche alla riqualificazione dei centri storici di Borsano e di Sacconago: questo, tra l’altro, è uno dei punti fermi del programma elettorale. Il rispetto del mandato è un preciso dovere morale per la mia Amministrazione. Non ricordarlo sarebbe una mancanza di attenzione verso i cittadini che ci hanno votato, anche in considerazione della nostra volontà di rinnovare la città, di combattere l’inquinamento e il degrado. Ed è per questo che l’Amministrazione porterà comunque avanti l’ambizioso progetto che cambierà il volto del centro della città in meglio”.

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Pubblicato il 23 Maggio 2008
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