Il Governo presenta il “conto” ai comuni ma i sindaci non ci stanno
L'Anci si schiera contro la manovra di Tremonti. Molti i centri varesini "tartassati" e che non hanno rispettato il patto di stabilità
È “allarme rosso” per le casse dei comuni italiani. A sollevare il caso è Leonardo Domenici, presidente dell’Anci e sindaco di Firenze che ieri ha presentato i dati con il contributo che la “manovra d’estate” predisposta dal Governo richiede alle amministrazioni italiane. Tra i centri “tartassati” dalla manovra – il contributo complessivo richiesto ai comuni con oltre cinquemila abitanti secondo le stime dell’Anci è pari a 1 miliardo e 340 milioni di euro – ci sono anche molti varesini.
Il primo in lista (al sedicesimo posto per contributo pro-capite) è Cardano al Campo che, per abitante, “deve” 196,15 euro, seguito da Venegono Inferiore che dovrà contribuire con 68,44 euro pro capite e Luino con 59,80 per cittadino. Ma nella classifica ci sono anche Lavena Ponte-Tresa, Gallarate, Tradate, Somma Lombardo, Malnate, Samarate, Castellana, Caronno Pertusella e molti altri centri anche più piccoli come Gorla Maggiore, Besnate, Viggiù, Castronno e Angera.
Cardano, ad esempio, ha dovuto fare i conti con una crescita del numero di abitanti e con la richiesta di maggiori servizi. «Abbiamo realizzato una caserma, potenziato l’asilo, la scuola materna oltre agli interventi ordinari. Perchè non dovrei far fronte a queste spese se ne ho la possibilità? Il problema è che non è possibile imporre la stessa regola e lo stesso trattamento a tutti i comuni. Esistono situazioni diverse. Questo Governo ha tagliato la tassa delle amministrazioni comunali ma non dà altre risorse e in più ne chiede a noi. Io devo essere responsabile nei confronti dei miei cittadini e rispondere alle loro esigenze. Per questo ho "disubbidito" al patto di stabilità. Di fatto, sono sicuro, lo faranno anche altri comuni».
«Avere un conto "salato" nei confronti dello Stato non vuol dire però avere bilanci in crisi». Ci tiene a precisarlo Mario Aspesi, sindaco di Cardano al Campo. «Il mio comune può permettersi gli investimenti che ha effettuato perchè ha a disposizione le risorse per pagarli – spiega il primo cittadino -. Le norme sul patto di stabilità invece danno un limite negli investimenti maggiore rispetto a quello dei pagamenti possibili. Una regola che non può valere per tutti i comuni».
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