Da insegnante a scrittore internazione per bambini

Roberto Pavanello solo nel 2008 ha pubblicato sei libri, tra cui un romanzo. Grande successo anche in Spagna per il suo "Bat-Pat" per cui sta firmando un nuovo contratto. In passato ha collaborato anche del famoso topo giornalista

Da insegnante alle scuole medie di Tradate ad autore internazionale di libri per bambini. È la brillante carriera del tradatese Roberto Pavanello per il quale il 2008 è stato davvero un anno magico. Dopo 20 anni di gavetta e 8 anni di pubblicazioni per diverse case editrici, tra cui anche un’importante collaborazione per la collana di Geronimo Stilton, solo negli ultimi mesi sono usciti 6 libri per piccoli lettori (dai 3 agli 8 anni), tutti editi dalla Piemme. Una serie, inoltre, è appena stata tradotta in Spagna e riguarda i libri pubblicati lo scorso anno, sempre da Piemme, dedicati al personaggio Bat-pat. Ha riscosso tanto successo che gli sono già stati commissionati altri cinque libri della stessa serie. «E usciranno prima in Spagna che in Italia, è incredibile – racconta emozionato l’autore -. Non pensavo di diventare uno scrittore vero, era un’ambizione che sembrava lontanissima».

Come è nata questa carriera?
«Vengo dal teatro, ho avuto contatti con la lettura animata. Negli anni ’90, oltre all’insegnamento, ho iniziato a fare animazione di questo tipo e mi sono accorto che i testi disponibili alla lettura ad alta voce, dove conta il colpo di teatro, il suono, non erano poi molti. Allora ho provato a scriverne qualcuno io e i primi destinatari, e cavie, sono stati i miei figli. Dalla loro reazione capivo che ci avevo azzeccato. Poi ho pubblicato qualche piccolo racconto e da allora le case editrici hanno iniziato a prendermi in considerazione».

Un tuo personaggio, il pipistrello Bat Pat, è diventato subito una collana. Tradotta anche in Spagna.
«Anche lui è nato per caso perché avevo avuto un incarico da Piemme di revisionare la collana dei “Brividosi”, il cui protagonista era un pipistrello brutto e cattivo che scriveva storie orrorifiche. L’abbiamo cambiato completamente, creando un personaggio simpatico, alter ego dei bambini, coraggioso ma anche fifone, che va a vivere con una famiglia di umani. Ha avuto un bel successo in Italia e la collana è stata tradotta anche in Spagna e, visto il successo, una casa editrice di Barcellona ci ha addirittura chiesto cinque nuovi titoli. Penso che avrò lavoro almeno fino al 2010. Stiamo definendo il contratto in questi giorni. È una grande soddisfazione».

Il 2008 è stato l’anno anche di Oscar, un nuovo personaggio, di cui sono usciti ben quattro libri.

«Questa è una proposta arrivata direttamente dalla casa editrice, la Piemme, che da tempo voleva fare una collana per i piccolissimi in età prescolare. E così è nato Oscar, un draghetto le cui storie affrontano le tematiche care ai bambini molto piccoli: dalla paura del dottore al primo giorno di scuola, dalla gelosia del primo fratellino che arriva al possesso dei propri giocattoli che non si vogliono dare a nessuno. In questi libri, poi, le ultime pagine sono dedicate ai genitori e sono scritte dalla psicologa Silvia Vegetti Finzi».

Il lavoro di scrittore per bambini è quindi cresciuto molto: come fai a coniugare l’essere  professore di italiano a quello di scrittore?
«Non c’è nessuna contraddizione, la scuola è un terreno fertilissimo di spunti, di suggerimenti. Ma anche di personaggi: ci sono dei ragazzini che sono già pronti per essere dei personaggi da mettere in un libro. Non solo: quando io scrivo ho in mente un target ben preciso. Rohald Dahl, che io considero il mio maestro spirituale, quando gli chiedevano come faceva a scrivere così bene per i bambini, rispondeva “io so cosa piace ai ragazzi”. Molto più modestamente vorrei poter dire come lui, credo non si possa scrivere bene per i ragazzi se prima non li si consoce. E quindi la mia esperienza di insegnante è preziosissima».

In passato hai avuto anche una collaborazione molto particolare…
«Sì, ho avuto la possibilità di lavorare, anche qui su richiesta, con il famoso, il famigerato topo Geronimo Stilton che è opera della bravissima Elisabetta Dami. Mi hanno chiesto di fare un lavoro di ideazione redazione per una collana di mi-gialli che si chiamava “I mini-misteri” che è uscita con cinque o sei titoli. Ora questa collaborazione si è interrotta, ma è stata una scuola di scrittura molto importante e significativa».

È appena uscito anche un romanzo per ragazzi, giusto?
«Sì, ci lavoravo da parecchio tempo. Si chiama Flambus Green e l’ultimo ippocastano ed è a metà tra un fantasy, vista la rinascita del genere, e una storia a sfondo ecologista. Si tratta di un folletto che fa parte di una tribù che ha il compito di difendere gli alberi delle foreste. Ma questo folletto è talmente pasticcione che lo esiliano in una città e lui ha il compito di proteggere i pochi alberi rimasti. Non svelo il finale, ma ne combinerà di belle».

Per il futuro?
«Vorrei continuare a scrivere che forse è la cosa che so far meglio. Il sogno sarebbe di continuare a lavorare solo come scrittore, ma in Italia è difficile. Per il resto penso sempre al libro dopo: sto già lavorando a un vero classico fantasy. Questa volta niente commissione, ma una cosa tutta mia».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 agosto 2008
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