Pechino amara: si ferma al quarto posto il sogno di Elia

Il doppio pl di Luini e Miani lotta a lungo ma non riesce a superare la Danimarca nella volata per il bronzo. Oro ai britannici, argento alla Grecia

Si ferma nella posizione più dura da digerire, il quarto posto, il sogno olimpico di Elia Luini e Marcello Miani. Il doppio pesi leggeri azzurro non è riuscito ad afferrare una delle prime tre posizioni nella finale, pur disputando una gara tutta cuore e muscoli. Non è un risultato facile da mandare giù, però; in un’altra circostanza si sarebbe potuto parlare di “bella prova” come in effetti è stata quella dell’Italia, ma va da sé che in un contesto olimpico l’amarezza è infinita.
Elia, insieme a Marcello, ci ha provato davvero. Lo stacco dal barchino di partenza è stato imperioso: pochi metri dietro ai favoriti britannici, poi addirittura davanti a tutti fino al passaggio in testa ai 500 metri così da far staccare subito i due “incomodi” imprevisti della vigilia, ovvero Cina e Cuba. A metà gara dunque rimanevano le quattro barche favorite (dopo l’eliminazione in semifinale di Francia e Germania) a giocarsi le medaglie.
L’accelerata di Purchase e Hunter è stata ancora una volta tremenda, così da mettere subito una barca di distacco tra la Gran Bretagna e le altre. Luini e Miani si sono trovati a lungo in linea con Grecia e Danimarca, come dunque previsto alla vigilia. Ai 1.500 gli ellenici hanno piazzato l’attacco decisivo, lasciando azzurri e danesi a lottare per il bronzo. L’Italia ci ha provato, ha aumentato i colpi, ha riportato per qualche istante la prua ad affiancare quella avversaria ma a quel punto il contrattacco nordico è stato fatale. Sei, sette colpi di remo hanno rimesso davanti Rasmussen e Hansen e hanno causato il crollo della barca azzurra che ai 150 metri ha di fatto mollato la presa, continuando a remare giusto per non perdere il quarto posto dalla rimonta cinese.
Strepitoso il crono inglese, 6’10"99, un risultato che non ha lasciato scampo a nessuno, confermando le previsioni della vigilia.

Acqua amara, dunque, dopo la profonda delusione di Atene quando il favoritissimo Luini rimase fuori dalla finale per l’infortunio di Leonardo Pettinari. Peccato, peccato davvero: a questi ragazzi è davvero difficile rimproverare qualcosa, per la condotta di gara nei tre turni disputati a Pechino e per i sacrifici che hanno fatto in questi anni per costruire una barca vincente. Lo sport è anche questo, si dirà. Ma non è certo una consolazione, almeno per oggi.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 agosto 2008
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore