Una targa per ricordare il Luisòn
Luigi Ganna ricordato con affetto dalla comunità di San Cassano, a Induno Olona. “Ci ha insegnato la voglia di non mollare mai”
Novant’anni suonati, giacca blu, tanti ricordi in testa come quando andò, nel 36, a chiedere una bicicletta al Luisòn. Lui, Luigi Ganna, grande campione di ciclismo gli rispose: «Ven giò, che te la regali, quéla che te ghett l’è tropp piscinina». Con la bici giusta Alessandro Stocchetti (nella foto è il priomo da sinistra coi nipoti di Ganna e Nardello) imparò a correre e oggi ricorda così il suo amico campione, che ha una targa a Induno Olona, in via San Cassano, dove il vecchio muro della casa natale si è arricchito di un importante segno. Le gesta di Ganna sono epica nella testa degli appassionati del ciclismo storico, quello in bianco e nero, per intenderci. Ma anche tanti giovani hanno voluto ricordare oggi l’uomo di altri tempi, il manovale che parlava solo in dialetto ed era amico di tutti, nella sua Induno. 
Lo ha ricordato un campione dei nostri tempi, Daniele Nardello, “vicino di casa” del grande Luisòn – è di Arcisate -, che ha firmato autografi a giovani e nonni. Lo hanno ricordato le sagge parole dell’assessore lombardo alle infrastrutture Raffaele Cattaneo: «Ganna era uno che non mollava mai – ha detto – e che adesso è storia: che ci insegni ad inseguire i nostri sogni con tenacia».
Alla cerimonia per l’apposizione della targa erano in tanti, più di cento, prima fra tutti il sindaco Mariangela Bianchi e i parenti del campione, i nipoti diretti Gianni e Graziella Marzoli, felici per l’evento che ricorda l’antenato vincitore di numerose gare, tra cui la Milano – Torino, nel
1907, e, nel 1908, al velodromo di Milano stabilì il record italiano dell’ora con 50,405 km/h, piazzandosi quinto al tour del France. Nel 1909 dopo il primo posto alla Milano Sanremo, conseguì un enorme successo al primo Giro d’Italia con tre tappe vinte su otto e correndo per la casa “Atala”. Nel 1914 si ritirò dall’attività agonistica e fondò la squadra sportiva Ganna.
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