Droga nella statua della Madonna, due arresti
Operazione della Guardia di Finanza di Malpensa. In manette un ecuadoriano ed un italiano. Trovate armi e munizioni
Cocaina purissima, armi e munizioni in casa oltre a svariato materiale per truffe e clonazioni. È quanto hanno sequestrato gli uomini della Guardia di Finanza di Malpensa in un’operazione coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Busto Arsizio Roberto Pirro: in manette sono finiti due trafficanti, un ecuadoriano di 36 anni preso al suo arrivo a Malpensa e un italiano di 38 anni, arrestato nella sua abitazione dopo un blitz dei militari. Le indagini sono scattate lo scorso settembre, quando l’ecuadoriano è stato pizzicato all’atterraggio di un volo proveniente da Quito via Amsterdam con due chilogrammi di cocaina purissima nascosta all’interno di una statuetta della Madonna: dopo due mesi dall’arresto del trafficante sudamericano, gli uomini della Gdf di Malpensa, attraverso indagini mirate effettuate con mezzi tecnici sofisticati, sono giunti ad individuare l’artefice dell’organizzazione criminale che importava e smerciava la droga in Italia. Si tratta di M.R., italiano, già noto alla giustizia e alle forze di polizia per numerosi precedenti. Nella sua casa, nascoste sotto la vasca, è stato trovato e sequestrato un vero e proprio arsenale: un fucile a pallettoni a canne mozze con relative cartucce ed una pistola semiautomatica, calibro 9, dotata del munizionamento; sempre nell’abitazione del malvivente gli uomini delle Fiamme Gialle hanno trovato vari apparecchi tecnici (fotocamere, microtelecamere e trasmettitori di segnale) probabilmente utilizzati per la clonazione di carte di credito e bancomat. È stata anche perquisita un’altra abitazione nella disponibilità dell’italiano, dove i militari hanno trovato un vero e proprio laboratorio, dotato di banco di lavoro, per trattare e preparare le dosi di droga da spacciare, munito anche di bilance di precisione e di ammoniaca (tipica sostanza da taglio). La cocaina sequestrata in aeroporto, opportunamente tagliata, avrebbe consentito l’immissione sul mercato di 2700 dosi, che avrebbero fruttato agli spacciatori una somma di almeno due milioni e mezzo di euro.
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