La politica locale e la crisi secondo Luciana Ruffinelli (Lega)
"Serve avvicinare i centri di spesa ai cittadini, quindi federalismo". Fra i provvedimenti proposti, affidare progetti per lavoratori socialmente utili
Fra gli interventi uditi giovedì sera in consiglio comunale sul tema della crisi, anche quello "targato Pirellone" di Luciana Ruffinelli, consigliera regionale per la Lega Nord, di cui riceviamo e pubblichiamo una sintesi. I suggerimenti e le osservazioni fatti a nome del gruppo leghista andranno naturalmente all’attenzione dell’apposita commissione temporanea sulla crisi istituita con voto del consiglio comunale, insieme alle proposte avanzate per la minoranza dal PD.
Anzitutto, anche senza riprendere i dati che ogni giorno vengono comunicati sulla reale gravità della situazione economica, desideriamo inquadrare il problema nella necessità indifferibile di realizzare al più presto una riforma federalista dello Stato, che permetta di portare i centri di spesa più vicini al controllo dei cittadini e in particolare di utilizzare risorse non derivate per affrontare direttamente nei vari territori le specificità della crisi.
Una seconda premessa riguarda invece le misure anti-crisi che le Istituzioni superiori all’Ente Locale stanno approntando e dalle quali quest’ultimo deve essere pronto ad attingere, nell’interesse delle proprie famiglie, dei propri lavoratori e delle locali imprese in sofferenza. Desidero ricordare che la Regione Lombardia ha varato un piano di sostegni che – sul versante della famiglia – mette a disposizione 20 milioni di euro per le famiglie numerose, si propone di riportare le rate dei mutui per la casa alla media del 2006 e rifinanzia il Fondo Sostegno Affitti che il Governo Prodi aveva ridotto di 15 milioni di euro. Per i lavoratori la Regione stanzia 25 milioni per corsi di formazione che accrescano le competenze e 112 milioni per disoccupati, per lavoratori in mobilità e per cassaintegrati. Su questo argomento inoltre la Regione sta valutando misure che possano comprendere anche le piccole aziende e i lavoratori atipici. Quando alla Piccola e Media Impresa, in accordo con le organizzazioni e con le categorie presenti nel Patto per lo Sviluppo, la Regione predispone un miliardo di finanziamenti diretti e tre miliardi di credito, rafforzando il sistema delle garanzie.
L’Amministrazione di Busto Arsizio deve farsi da tramite affinché le risorse arrivino velocemente a destinazione. La nostra proposta quindi richiede che le azioni anti-crisi non vadano “a ruota libera”, ma si aggancino alle opportunità citate.
Per la Famiglia l’affiancamento agli sportelli Asl (che gestiranno il Fondo per le famiglie numerose) e il potenziamento dell’Informa Famiglia dei Servizi Sociali potrebbero portare benefici utili. Anche lo Sportello Unico per le Imprese dovrebbe essere ulteriormente specializzato, con l’inserimento di funzionari in grado di aiutare i piccoli imprenditori a partecipare ai bandi più opportuni. Lo stesso Polo Scientifico e Tecnologico può trarre dalla congiuntura lo spunto per definire meglio le sue competenze e rivedere la propria missione, eventualmente come Agenzia per lo Sviluppo.
Teniamo a sottolineare che in ogni caso l’Amministrazione Comunale deve decidere e agire solo in rapporto con le Associazioni di Categoria che fungono da monitoraggio diffuso e competente sulla reale situazione, sui bisogni e sulle richieste delle varie tipologie di impresa.
Un provvedimento immediato che ci sentiamo di proporre al Comune è l’allestimento di progetti adatti a Lavoratori Socialmente Utili che coniughino il bisogno di personale comunale con gli esuberi che la crisi causa.
Ed infine la Lega chiede che il prossimo Bilancio sia frutto di scelte oculate e coraggiose, che apportino anche delle riduzioni di spesa per famiglie e imprese. Un atto di responsabilità da parte della Giunta e del nuovo Assessore al Bilancio per le proprie competenze, al fine di diminuire di qualche punto la pressione economica sui nostri cittadini. A titolo di esempio abbiamo elencato sgravi che potrebbero veramente portare una boccata di ossigeno: agli oneri di costruzione, all’addizionale comunale Irpef o alla raccolta rifiuti per le imprese.
Se si vuole affrontare come Amministrazione Comunale la situazione di emergenza gli spazi per muoversi, oltre a quelli già proposti dalla minoranza, sono anche questi.
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