Neve, scuole e mugugni: Farioli al contrattacco

Il sindaco si scusa per i disagi ma loda il lavoro svolto per l'emergenza maltempo. "Lezioni sospese a scuola? La nostra ordinanza copiata in tutta la Regione" Qualche ombra sull'interpretazione "estensiva" del provvedimento

Dopo la nevicata, polemiche su strade ingombre e scuole chiuse: alle magagne, come in ogni Comune che si rispetti, non c’è mai fine. Di fronte all’inevitabile coro di mugugni che dichiaramente dimostrano, in modo quasi geometrico, le origini liguri, molto più che celtiche, della "bustocchità", Gigi Farioli risponde, sostiene, con i fatti. E non si esime dall’approfondire aspetti del "pacchetto nevicata" che richiedono chiarimenti, ad esempio sulle scuole.

Le "solite" lagnanze per la neve restata in abbondanza a rendere problematico ogni parcheggio vanno dal cittadino comune fino alla politica. Solo per fare un esempio, segnalava stamattina il segretario cittadino Erica D’Adda che "i cimiteri cittadini sono un disastro, impossibile parcheggiare e nessuno che abbia spalato. Colpa dei cittadini di Busto" ironizzava, "perchè non hanno avvisato il Comune che avrebbe nevicato?" Più spietati altri e meno titolati residenti, secondo cui la città in queste situazioni si perde in un bicchiere… di neve. In qualche caso le lamentele hanno anche preso di mira la stessa decisione di sospendere l’attività delle scuole anche oggi, giovedì, apparsa a molti eccessiva vista la pioggia che ha reso praticabili tutte le strade principali. Le scuole, come si è visto, riapriranno ma in Comune non ci stanno a caricarsi di sole colpe e un Gigi Farioli "tutto lui" risponde ai critici rilanciando i meriti della macchina comunale a fronte dell’"emergenza neve".

«Regione Lombardia e Genio Civile ci hanno rivolto un pubblico encomio» rivendica il sindaco «per l’ordinanza di chiusura delle scuole che ora andremo a revocare, visto l’insperato miglioramento del tempo – le previsioni davano ancora della neve. In molti comuni del Bresciano, del Bergamasco, della Bassa – province di Cremona e Lodi – hanno fatto richiesta della nostra ordinanza per copiarla e adottarla integralmente. Non solo: è straordinario il coordinamento che abbiamo attivato subito con Gallarate, la Valle Olona, e anche con Legnano per attivarci insieme, un segnale importante. Ai critici dico che abbiamo fatto bene ad essere lungimiranti (leggi: prudenti ndr), a Milano e Torino dove non hanno voluto chiudere le scuole si sono visti caos e incidenti anche gravi».

Parlando dell’educazione dei futuri cittadini come vera emergenza di tutti i giorni, a fronte alle proteste striscianti per la molta neve rimasta in varie zone, vie minori, posteggi (anche davanti al tribunale, ad esempio), Farioli si scusa con chi ha trovato lavori non adeguati ai bisogni, ma rilancia la responsabilità individuale dei cittadini. «Non bisogna chiedersi cosa altri possono fare per noi, ma cosa noi possiamo fare a beneficio degli altri e della città». E spalare il proprio tratto di marciapiede, ad esempio, è atto dovuto, salvo (improbabili) multe: il cittadino non vuole però sentirselo ricordare, con quello che ha già da fare. «Di certo la realtà non è idilliaca e non lo nego» ammette il sindaco «ma vorrei ringraziare i tanti che si sono impegnati a fondo. Faccio notare che ad esempio la raccolta differenziata non si è fermata oggi. Fra le cose belle di questi giorni ricorderò la felice collaborazione con la caserma Mara di Solbiate Olona, sede di comando Nato: grazie al generale Chiarini ci sono stati messi a disposizione tre mezzi e due plotoni di militari che ci hanno aiutato in varie zone della città – le stazioni ferroviarie, piazza Plebiscito, la zona industriale».

In cauda venenum, però. È ancora sulle scuole che Farioli si rabbuia e minaccia tuoni e fulmini. Fra il personale comunale è girata voce di qualche lamentela da parte di genitori che avevano la necessità di non lasciare a casa da solo il figlio, non avendo collocazioni alternative alla scuola. Gli istituti infatti non dovevano chiudere, ma garantire un presidio e l’apertura pur senza tenere lezione. Il pugno di ragazzini giunti a piedi nella neve potevano tranquillamente fare i compiti, passare il tempo, organizzarsi con l’eventuale insegnante presente e disponibile. Non è stato detto apertamente, ma sembra che non tutti l’abbiano intesa così. «È assolutamente possibile che qualcuno abbia interpretato l’ordinanza in modo estensivo» dichiara diplomatico l’assessore Fantinati, cui il sindaco dichiara di aver affidato una mini-indagine per controllare chi o cosa non abbia funzionato. Un Farioli piuttosto irritato parlava di «responsabilizzare le scuole, dal custode al dirigente».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 gennaio 2009
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