Diritti e dignità contro la crisi, sfilano in “700 mila”

La manifestazione è stata indetta dalla Fiom e dalla funzione pubblica della Cgil. Tre cortei hanno attraversato la città per dire "no" alla politica economica del Governo

Tre cortei, piazza San Giovanni gremita di caschetti e bandiere rosse. In 700 mila (dato dei sindacati) hanno aderito oggi, venerdì 13 febbraio, alla manifestazione contro la crisi indetta dalla Fiom e dalla Funzione Pubblica della Cgil. Le due categorie hanno incrociato le braccia per otto ore contro la recessione che sta colpendo l’economia globale e che non risparmia il nostro paese. Un’iniziativa per ribadire il "no" deciso del sindacato alla politica economica del Governo ma anche per sostenere la dignità del lavoro, i diritti e la legalità. Immigrazione, tutela della Costituzione e lotta alla precarietà sono solo alcuni dei temi toccati durante la manifestazione romana. All’iniziativa hanno partecipato inoltre molte forze politiche: diversi esponenti del Pd, i Verdi, Italia dei Valori, Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica e anche esponenti della sinistra radicale. 
I tre cortei sono partiti poco prima delle dieci da piazza della Repubblica, da piazzale dei Partigiani e dalla sezione Tiburtina per ritrovarsi infine in piazza San Giovanni.

La "alleanza" tra pubblico e privato ha portato ad una massiccia partecipazione alla protesta. Nello stabilimento Fiat di Mirafiori, secondo i primi dati forniti dalla Fiom, l’adesione è stata in media del 50%, secondo la Fiom. Secondo l’azienda l’adesione media è del 16% in tutti gli stabilimenti italiani. Il Dipartimento della Funzione pubblica ha comunicato che le adesioni nel settore del pubblico impiego sono pari all’8,91%. Nello sciopero del 12 dicembre 2008 le adesioni a fine giornata risultavano pari al 9,09%.

Da piazza San Giovanni, il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, ha lanciato un appello a Cisl e Uil: «Ci possono essere opinioni diverse, ma che siano i lavoratori a dire chi ha ragione e chi no. Usciamo da questa situazione. Proviamo a diventare tutti un po’ più umili, perché sotto di noi c’è sempre un lavoratore, un precario, un pensionato per il quale vale la pena di impegnarsi».

Critiche nei confronti della manifestazione sono arrivate invece dal leader della Cisl, Raffaele Bonanni che ha definito la protesta "antagonista": la Cgil – ha detto Bonanni – «ha subito un ribaltone interno che mira più a una ristrutturazione della sinistra che a una ristrutturazione del sindacato».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 13 Febbraio 2009
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