Prelievi di cornee: a Busto il primato lombardo
Nel corso del convegno: "Formazione sanitaria e strategia organizzativa in tema di donazione e prelievo di cornee" sono stati dati i numeri dei donatori
L’ospedale di Busto Arsizio primo in Lombardia per prelievi di cornee. Di prelievi di questa tipologia di tessuti e loro utilizzo a scopo terapeutico se n’è discusso nel presidio bustocco in occasione della quarta edizione del corso "Formazione sanitaria e strategia organizzativa in tema di donazione e prelievo di cornee a scopo di trapianto terapeutico", organizzato dall’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione in collaborazione con l’Ufficio Formazione dell’Azienda per il quarto anno consecutivo.
Andando ad analizzare i dati del Nit, il North Italian Transplant, presentati nel corso dell’incontro, è emerso che nel 2008 nel presidio bustocco sono state prelevate 305 cornee e i donatori sono stati 154. I prelievi multiorgano (fegato, reni, vasi iliaci) sono stati invece 2.
La struttura, oltre a essere la prima nell’elenco del Nit, seguita dall’ospedale S. Gerardo di Monza con 280 prelievi (140 donatori), ha anche incrementato questa attività rispetto all’anno precedente. Nel 2007, infatti, le cornee prelevate sono state 214 (107 i donatori).
«Visti questi positivi risultati – ha commentato il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera "Ospedale di Circolo di Busto Arsizio" Pietro Zoia–, desidero ringraziare il dott. Servadio e tutta l’equipe per l’attività svolta e per la sensibilità dimostrata rispetto alla cultura della donazione che con l’evento di oggi si è voluto ulteriormente diffondere. Il "grazie" è doveroso e a questo si aggiunge anche qualcosa di più concreto. Come previsto dalla Regione, stiamo studiando incentivi per gli operatori impegnati in questo ambito. La mia attenzione e il mio pensiero va poi al gesto generoso compiuto dai donatori e alle loro famiglie e alla collaborazione con la sezione bustocca dell’Aido, l’associazione italiana donatori organi e tessuti».
Nel corso dell’incontro sono stati toccati vari i temi: i protocolli utilizzati, il ruolo dell’infermiere, gli aspetti giuridici e medico legali, gli aspetti relazionali nel processo di donazione.
«Nostro intento – ha aggiunto il dott. Giorgio Servadio, primario dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione e responsabile dell’attività di prelievo – è quello di formare il personale, in particolare le nuove leve, e creare una nuova mentalità in questo ambito che deve coinvolgere diverse professionalità in una task force con un unico obiettivo. Oggi si è parlato, infatti, di Medicina e di persone in attesa di trapianto. Inoltre, il modello operativo di Busto può essere esportato anche in altre realtà».
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