“C’era una volta Virgola”, appuntamento a Cazzago Brabbia

La presentazione dell’opera avverrà domenica 3 maggio alle 20.30 nel salone del centro pastorale in piazza Libertà 1

“C’era una volta Virgola”. A Cazzago Brabbia riprende vita lo storico giornale comunale “quasi comico” edito nel piccolo comune sul lago di Varese dal 1957 e il 1960. La presentazione dell’opera avverrà domenica 3 maggio alle 20.30 nel salone del centro pastorale in piazza Libertà 1. Alla serata interverranno Dario Galli, presidente della Provincia di Varese, il sindaco di Cazzago Brabbia Massimo Nicora, Luigi Stadera, scrittore ed esperto di storia e tradizioni e il giornalista e fotografo Mario Chiodetti.
 
L’importanza della cultura locale
La cultura locale è sempre stata essenzialmente una cultura orale ma, nel corso degli anni ha sempre saputo trovate modi e mezzi per non andare persa e divenire così un patrimonio tramandabile attraverso la tradizione.
Il compito di una Amministrazione locale che voglia salvaguardare quel patrimonio di usi, costumi e tradizioni che rappresentano il marchio di fabbrica se non addirittura l’anima più vera e profonda del proprio paese è quello di diventare promotrice di iniziative culturali capaci di salvare dall’oblio e consegnare alle generazioni future quell’inesauribile patrimonio di conoscenze che è stato proprio delle generazioni passate.
 
“Virgola”, il libro
In tale ottica e con questa specifica finalità è l’amministrazione comunale di Cazzago Brabbia ha promosso, grazie al contribuito della Fondazione Unione Banche Italiane per Varese e il Patrocino della Provincia di Varese, la realizzazione di un libro che ripropone in maniera integrale tutte le pagine di Virgola”, un periodico edito a Cazzago Brabbia negli anni tra il 1957 e il 1960 e che rappresenta uno spaccato inimitabile della vita e del modo di pensare di quel periodo.
 
Che cosa era Virgola
“Virgola veniva scherzosamente definito dai suoi creatori come un “periodico quasi comico”.
In effetti l’umorismo e l’ironia di cui è permeato ne rendono ancora oggi estremamente gradevole la lettura.
Ma se la forma è questa, i contenuti sono spesso e volentieri molto seri e profondi, spaziando dalla politica all’attualità fino a considerazioni su quella che, a torto o ragione, può essere considerata la nostra lingua madre: il dialetto.
Del resto i redattori di “Virgola” sono personaggi oggi ben conosciuti che, con il loro contribuito, hanno preservato tutto un insieme di memorie e conoscenze nelle quali affondano in modo vitale le nostre radici.
Tra questi vogliamo citare Amerigo Ponzellini, Amerigo Quaglia, Luigi Stadera e Ernesto Giorgetti, uno degli ultimi pescatori professionisti ancora in attività sul lago di Varese che , proprio da alcuni mesi, ha dato alle stampe “Confesso che ho pescato”, un libro a dir poco fondamentale per comprendere cosa sia stata la pesca professionistica sul lago di Varese negli ultimi 50 anni.
 
Non tragga dunque in inganno la connotazione tipicamente cazzaghese della rivista.
“Virgola” infatti può, a ragione, essere considerato come l’esponente di un modo di sentire più ampio, non riconducibile esclusivamente al paese in cui è nato ed è stato pubblicato. Un’opera quindi che trascende i confini del paese per assurgere a testimonianza di un’epoca, di un modo di vivere. Un affresco di un periodo che non c’è più, con i suoi valori, i suoi problemi, i suoi personaggi, paragonabile, crediamo, a libri e o a film ben più famosi che, con diversi tempi e modalità, hanno raccontato la storia della nostra gente.
 
La realizzazione del libro
Il progetto di una ripubblicazione integrale è strutturalmente semplice e passa attraverso poche ma basilari fasi:
 
         Reperimento delle fonti originali in buono/ottimo stato di conservazione
         Acquisizione delle stesse con strumenti informatici
         Operazione di “restauro” elettronico per ridonare alle pagine la freschezza di un tempo
         Realizzazione del libro (con copertina riproducente quella “storica” di Virgola) in ca. 1000 copie da distribuire alla popolazione di Cazzago, alle biblioteche, a sindaci e altre autorità o esponenti del mondo culturale locale.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 aprile 2009
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