Hope Raisers, la musica della speranza da Korogocho
Insieme ai musicisti kenyani sarà presente Martino Ghielmi, volontario in servizio civile nella baraccopoli di Nairobi
Gli “Hope Raisers” sono quattro giovani musicisti che vengono da Korogocho, la più grande baraccopoli di Nairobi. Dal 2005 usano la musica per rispondere alle sfide con cui devono confrontarsi
ogni giorno gli abitanti degli slum: le loro canzoni trattano di questioni sociali come la disoccupazione giovanile, l’abuso di alcol e droghe, ma anche le ingiuste relazioni internazionali che non favoriscono il Sud del mondo. Isaiah Kimani e Daniel Onyango, due rappresentanti del gruppo, saranno protagonisti della serata promossa da Ipsia e Acli Colf sabato 4 aprile al circolo delle Bustecche: nati e cresciuti nell’enorme baraccopoli di Korogocho (celebre in Italia perché vi ha abitato per dodici anni padre Alex Zanotelli), hanno scelto – insieme agli altri “creatori di speranza” (questo il significato del nome hoperaisers) – di impegnarsi con la musica per rispondere agli immensi problemi che i poveri delle città africane incontrano ogni giorno. La serata sarà un’occasione unica per incontrare un contesto più vicino di quanto si pensi: sarà infatti presente anche Martino Ghielmi, studente universitario di Orino che da novembre scorso è a Nairobi in servizio civile volontario con Ipsia, la ong delle Acli. I volontari Ipsia hanno aiutato gli Hope Raisers a farsi conoscere, realizzando anche il video girato a Korogocho e disponibile su Youtube.
ogni giorno gli abitanti degli slum: le loro canzoni trattano di questioni sociali come la disoccupazione giovanile, l’abuso di alcol e droghe, ma anche le ingiuste relazioni internazionali che non favoriscono il Sud del mondo. Isaiah Kimani e Daniel Onyango, due rappresentanti del gruppo, saranno protagonisti della serata promossa da Ipsia e Acli Colf sabato 4 aprile al circolo delle Bustecche: nati e cresciuti nell’enorme baraccopoli di Korogocho (celebre in Italia perché vi ha abitato per dodici anni padre Alex Zanotelli), hanno scelto – insieme agli altri “creatori di speranza” (questo il significato del nome hoperaisers) – di impegnarsi con la musica per rispondere agli immensi problemi che i poveri delle città africane incontrano ogni giorno. La serata sarà un’occasione unica per incontrare un contesto più vicino di quanto si pensi: sarà infatti presente anche Martino Ghielmi, studente universitario di Orino che da novembre scorso è a Nairobi in servizio civile volontario con Ipsia, la ong delle Acli. I volontari Ipsia hanno aiutato gli Hope Raisers a farsi conoscere, realizzando anche il video girato a Korogocho e disponibile su Youtube. Il reciproco scambio di esperienze sarà inframmezzato da alcune performances live dei musicisti kenyani e si concluderà con un appetitoso rinfresco, ulteriore occasione di scambio di idee in maniera informale. L’appuntamento con gli Hope Raisers, promosso da Ipsia e Acli Colf, è per sabato 4 aprile alle 21.00, al circolo Quei Bravi Ragazzi alle Bustecche (piazzale San Salvo). Previsto anche un rinfresco insieme.
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