“La volpe non si tocca: è specie protetta”
La LAV interviene a supporto di una presunta "ladra di galline" all'opera in zona Redentore, e coglie lo spunto per condannare con forza il ricorso ai bocconi avvelenati
Guai a chi tocca le volpi: sono specie protetta. Idem per chi mette bocconi avvelenati: è reato. A ricordarlo è la LAV-Lega Anti-Vivisezione di Busto Arsizio, con un intervento del suo responsabile Francesco Caci in riferimento alla segnalazione della presenza di una volpe, la settimana scorsa, in zona Redentore alla periferia di Busto Arsizio. L’animale era accusato del più classico dei "reati" ascritti alla sua furtiva ed astuta specie: essersi mangiato delle galline. E secondo quanto riferiva puntualmente un quotidiano locale, qualcuno minacciava già di ricorrere ai bocconi avvelenati per ucciderla.
Caci ricorda seccamente che "la volpe è specie protetta, appartenente al patrimonio indisponibile dello Stato ai sensi della Legge 157/1992 , quindi non può essere uccisa con alcun mezzo e in alcun caso. Dunque la sua uccisione costituisce un atto di bracconaggio, sanzionato penalmente con un’ ammenda di 1500 euro". Non solo: spargere bocconi avvelenati "costituisce di per sé reato". Il riferimento è alla Legge 157/1992, che "prevede un’ ammenda fino a euro 1549,37, mentre l’art. 146 del Testo Unico Leggi Sanitaria prevede addirittura la reclusione fino a 3 anni". Recentemente anche il Ministero della Salute ha emanato, ricorda l’esponente animalista, "un importante provvedimento: l’ ordinanza contingibile ed urgente concernente norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o bocconi avvelenati ( http://www.lav.it/index.php?id=1230 )".
Di conseguenza, la LAV non ha esitato a segnalare "immediatamente" il caso alla Polizia di Stato: pur in assenza di reato. Meglio prevenire che curare.
"Ogni cittadino di buon senso è consapevole che le galline costituiscono un’attrazione irresistibile per qualsiasi predatore, ancora di più per le volpi che in questo periodo sono intente alla cura dei cuccioli e quindi necessitano di un surplus energetico. E’ sufficiente costruire un recinto adeguato all’interno del quale contenere le galline e le volpi saranno costrette a rivolgere in altre zone le proprie necessità predatorie". L’auspicio è che istituzioni e cittadini vigilino contro la deplorevole pratica dei bocconi avvelenati, che oltre agli animali "molesti" di turno mette a grave rischio anche quelli domestici (cani, gatti), e persino, rincarano dalla LAV, i bambini più piccoli.
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