Ladra incinta partorisce e va in carcere con il bambino

E' la decisione del tribunale di varese sulla nomade che il 25 agosto, in piena gravidanza, rubava i profumi di un negozio del centro

L‘unica cosa certa nella vita di questa donna, per gli inquirenti, è il nome del bambino che ha partorito il 27 agosto. Mentre la madre, una nomade arrestata per furto di profumi in centro a Varese (circa 1500 euro) ha 22 alias (i nomi diversi dichiarati alla polizia) e nel carcere di Monza è stata registrata con tutti gli identificativi che finora si è attribuita. Il caso della nomade che, incinta, rubava in un negozio, si arricchisce di un altro particolare. La donna è stata interrogata dal gip di Varese, Giuseppe Battarino. Il 27 agosto, due giorni dopo il colpo, sventato dalla volante della questura di Varese, ha dato alla luce un bimbo. Ma il magistrato le ha negato i domiciliari e dunque, caso raro, nonostante abbia un neonato a cui badare, sarà lo stesso richiusa in cella, in una struttura speciale adattata per la presenza di madri con bambini piccoli. Questa è la decisione che arriva dal tribunale di Varese, per la donna che pare essere una professionista del crimine: 22 anni, residente in un campo nomadi del milanese, ha 15 precedenti penali, 4 sentenze definitive; era fuori dal carcere grazie all’indulto, ci è rientrata per colpa dell’ultimo furto; sperava forse di evitarlo vista la gravidanza, ma nel frattempo ha partorito e sono venuti meno i motivi ostativi. Anche se la carcerazione di una donna che ha appena avuto un figlio è consentita solo in presenza di gravi motivi. Come quelli motivati dal giudice in questo caso: “E’ sistematicamente dedita al delitto, con esiti devastanti e intollerabili, per la convivenza civile”.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 28 Agosto 2009
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