I segreti di un capannonne che è un modello di sviluppo

Nel cuore del Varesotto sta nascendo una struttura che potrebbe essere una punta d'eccellenza in tutta Europa: autosufficiente, eco-compatibile e alimentata dal sole






Quando produzione, innovazione e rispetto per l’ambiente si incontrano nascono cose grandi. E il progetto della Novello S.r.l. è una di queste. Volgarmente potremmo dire che la piccola azienda di imballaggi albizzatese sta costruendo un capannone per la lavorazione del legno, ma in realtà si tratta della creazione di un nuovo modello di sviluppo e di una punta di eccellenza che potrebbe non avere pari, non solo nella nostra provincia, ma in tutta Europa. E si trova qui, nel cuore del Varesotto colpito, e piegato, dalla crisi economica.
Capannone imballaggi Novello S.r.l.L’obiettivo è di quelli ambiziosi, ed è quasi a un passo, anche se il più difficile, dalla sua realizzazione. Consiste nella costruzione di un capannone in grado di garantire l’energia per la produzione in modo assolutamente autosufficiente, pulito e a costo zero. Un progetto che coniuga in sé tutti i presupposti su cui dovrebbe puntare la produzione del futuro: economicità, azzeramento dell’impatto ambientale, autosufficienza e preservazione delle risorse.
Sembra si tratti di un sogno ma è un sogno già in parte tangibile e visibile sul territorio di Oggiona santo Stefano al confine con Cavaria dove la struttura si staglia grazie agli enormi pilastri in legno che la sostengono.

Si tratta di una struttura coperta e completamente realizzata in legno, di 17.500 metri quadrati sui quali dovrebbero reggersi altrettanti metri di pannellatura solare per la produzione di energia, per un costo totale che si aggira attorno ai 20 milioni di euro. Non proprio una cosa da poco quindi.

Per farlo i Novello si sono appoggiati alla Holzbau S.p.a, un’azienda con sede a Bressanone che dal 1974 è sinonimo di costruzioni in legno lamellare in Italia e che si occupa di bio-edilizia (la stessa azienda peraltro che si è occupata anche della costruzione del palaghiaccio di Varese, la prima opera di grossa portata costruita completamente in legno in Italia).Capannone imballaggi Novello S.r.l. «Potevamo scegliere diversi tipi di costruzioni – racconta Moreno Novello, – la via di mezzo era una struttura ibrida, con pilastri in cemento e coperture in legno. Noi invece abbiamo optato per la soluzione interamente in legno e l’opera che abbiamo messo in piedi è una punta d’eccellenza in tutta Europa. Sul versante energetico abbiamo innanzitutto cercato di capire dove sono gli sprechi e dove poter risparmiare grazie a uno studio sul comportamento della struttura e l’obiettivo a cui puntiamo è arrivare a un fabbisogno per il riscaldamento e il raffrescamento pari allo zero per cento. In termini di edilizia privata questo si chiama “casa passiva” e si ottiene grazie al legno che non permette al caldo di entrare in estate e di uscire in inverno. Quello che vogliamo fare è trasferire questo principio dalla casa a un edificio industriale».
Capannone imballaggi Novello S.r.l.Alla Holzbau i Novello non hanno appaltato tutto il lavoro di costruzione, una parte, in accordo con l’azienda, se la sono ritagliata loro stessi in previsione di sviluppare un nuovo business. «I rivestimenti del capannone li faremo noi – spiega Novello – abbiamo già acquistato i macchinari (a sinistra nella foto) per la loro produzione che si trovano già dentro alla struttura e stanno già lavorando per costruirli. Sono fatti in legno e carta riciclata in grado di garantire rendimenti energetici di altissimo livello». In poche parole ciò significa che l’edificio si sta costruendo dal suo interno e il viaggio che i materiali lavorati dovranno fare è semplicemente da dentro a fuori.
Il cuore del progetto sarà poi l’approvvigionamento energetico, garantito dall’impianto solare sul tetto in grado di produrre un megawatt di potenza, «abbastanza per la nostra produzione e anche per essere venduto al sistema energetico». A condire l’opera, però, non sarà solo il fiore all’occhiello della tecnologia energetica ma anche un encomiabile progetto educativo che prevede di poter avviare un programma di visite guidate per studenti e per imprenditori vogliosi di sperimentarsi in un impresa del genere.
Tutto rose e fiori dunque? Possiamo dire con orgoglio che un progetto di portata così notevole stia crescendo nel nostro territorio senza incontrare ostacoli e tra il plauso generale di tutti? Ci piacerebbe dire di si, ma non è così. Capannone imballaggi Novello S.r.l.
«Alle lunghe ed estenuanti pratiche burocratiche  si è aggiunta una terribile crisi economica e così molti dei finanziamenti promessi non sono arrivati e ora il progetto è a rischio». Novello ha una punta di timore a raccontare tutte le peripezie che ha dovuto subire per arrivare ad aprire il cantiere.
«Il sistema finanziario del nostro paese non si assume rischi anche di fronte a un progetto di grande portata innovativa. Abbiamo finanziato noi direttamente gran parte del lavoro, ma ora rischiamo di vede vanificata la parte più importante che riguarda tutta la materia energetica legata al fotovoltaico. Se non troveremo quattro milioni di euro in fretta dovremo rinunciare a questa fondamentale opera».

Nel frattempo comunque il progetto ha attirato l’attenzione degli specialisti d’oltralpe, una bella quanto amara consolazione. L’ingegnere di Holzbau che lo sta curando è stato invitato da un professore tedesco a tenere una conferenza per illustrarlo, proprio a quella Germania che è la capofila di questo tipo di sperimentazioni. «L’orgoglio – confida Novello – sarà che quei progetti verranno illustrati a tedeschi in lingua tedesca, ma le scritte che correranno sulle slide non saranno nè tedesche, nè inglesi. Ma tutte in lingua italiana».






di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 ottobre 2009
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