Sessanta candeline per la gioielleria Ceccuzzi
Due generazioni dopo, è una realtà importante del settore che conta sei negozi tra Busto, Varese, Como e Roma. Per metà novembre in vista una serie di iniziative a tema
«Il gioiello è cultura, è una forma d’arte». Questa la filosofia che anima il marchio Dino Ceccuzzi, arrivato quest’anno a festeggiare il sessantesimo anniversario da punto di riferimento per chi cerca un lusso che non dimentichi mai il buongusto. Al fondatore Dino Cecuzzi è succeduto il figlio Bruno; la terza generazione è rappresentata da Alessandra, da un quindicennio impegnata a pieno titolo. Oggi il gruppo, composto da Dino Ceccuzzi e Dino C, conta tre negozi a Busto Arsizio (Va), due a Varese, uno a Roma e uno a Como, per un totale di una ventina di collaboratori.
L’azienda, oltre a disporre da trent’anni di un proprio marchio distintivo, mira da sempr a garantire il migliore assortimento e servizio ai clienti durante e dopo l’acquisto, tramite i propri esperti gemmologi e orologiai. Oltre a creare eventi culturali e gestire la formazione professionale del personale.
Dal 13 al 15 novembre, la Ceccuzzi festeggerà i 60 anni con una serie di eventi legati al tema della danza: un balletto dal titolo, ovviamente, “Jewels” (gioielli) che si terrà il 13 al Teatro Sociale di Busto Arsizio con ingresso libero; una serata trendy allo Shed di Busto Arsizio il sabato e una mostra di gioielli tematica nel weekend alle ville Ponti di Varese. Inoltre è stato organizzato un concorso di poesia per gli studenti delle scuole medie sul tema “L’anno che verrà”, la cui premiazione si terrà domenica 15 novembre a villa Ponti.
– La storia.
È iniziata quasi per caso la storia di una delle famiglie di gioiellieri più conosciute in Italia: a Dino Ceccuzzi, arrivato a Gallarate da Montepulciano nella seconda metà degli anni Trenta, viene diagnosticato un vizio cardiaco durante la visita per il servizio militare. Un episodio che segna il suo destino e che impone la necessità di apprendere una professione sedentaria, (portandolo così lontano dalle orme del padre ferroviere). Dino inizia a lavorare come apprendista orologiaio a Gallarate, poi si sposta in un negozio di Busto Arsizio, rilevandone nel 1949 l’attività. Il proprietario non ha eredi che continuino la sua attività, dunque lascia il negozio al suo dipendente più intraprendente. Nasce così il marchio Dino Ceccuzzi, che subito si afferma per la qualità del servizio e la bravura nell’interpretare i gusti dei clienti, fino a diventare, nel 1955 uno dei primi rivenditori autorizzati del marchio Rolex. Le precarie condizioni di salute del padre mettono l’acceleratore alla preparazione del figlio, il primogenito Bruno. Lascia il liceo classico e va a bottega in un negozio di Milano, dove impara l’arte dell’orologeria. Nel 1961, alla vigilia del trasloco in un nuovo negozio più grande, nella via di fronte a quello originario, Dino muore e tocca al figlio Bruno, non ancora maggiorenne, prendere le redini dell’attività. La volontà del ragazzo insieme all’impegno della madre, conquistano la clientela convincono i clienti a dar fiducia a Bruno. Una scelta vincente: il marchio Dino Ceccuzzi cresce e si rafforza negli anni. Dopo gli orologi, Bruno si dedica alle pietre preziose. Nel 1973 diventa il primo gemmologo italiano del neonato Igi, l’Istituto Gemmologico Italiano. Nel frattempo anche la moglie, Paola, entra a far parte dell’attività di famiglia, sostituendo la madre di Bruno, diplomandosi in gemmologia. Nel 1979 la decisione di rafforzare la propria immagine: il marchio Dino Ceccuzzi viene creato e registrato ed inizia l’espansione imprenditoriale. A Busto Ceccuzzi è ormai un’istituzione e quindi si apre su nuove piazze: nel 1986 apre un secondo negozio nel centralissimo corso Matteotti di Varese. Nel 1987 la figlia Alessandra inizia a lavorare nell’azienda di famiglia: nel 1988 si diploma in gemmologia e nel 1993 entra definitivamente in azienda. Il volume d’affari aumenta e, nel 1991, cambiano sede, riattraversando la strada e tornando nella palazzina del ‘700 negozio in cui tutto era cominciato. Nello stesso anno anche l’altro figlio, Dino come il nonno, entra in azienda. Nel 1998 la società diventa una Spa, un assetto societario insolito per un negozio. Nel 2003, per intuizione di Alessandra, nasce Dino C., il prêt-à-porter dei gioielli di tendenza e qualità: l’insegna si accende a Busto Arsizio, ancora a Varese, e in nuove piazze, come Roma e Como.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Felice su Malpensa e Superstrada blindate per le Olimpiadi: scatta la chiusura della 336
fratetoc su Malpensa e Superstrada blindate per le Olimpiadi: scatta la chiusura della 336
Andrea Camurani su Forti rallentamenti per neve, la situazione sulle strade in provincia di Varese
Bustocco-71 su Forti rallentamenti per neve, la situazione sulle strade in provincia di Varese
PaoloFilterfree su “Ho sfiorato il cielo”: Paolo De Chiesa racconta la sua vita dalle vittorie sugli sci al colpo di pistola al volto
PaoloFilterfree su La presidenza come feed









Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.