Geositi, lo sviluppo turistico passa anche da qui
Il carsismo del Campo dei Fiori, la Valle della Fornace, le Arenarie di Malnate: il Geoparco dell’Insubria guarda Varese per candidarsi al network Unesco dei geositi
Ma i geositi dell’Insubria non finiscono qua. Perché il territorio varesino nasconde altri segreti antichissimi e affascinanti. Come il carsismo del Campo dei Fiori, archivio naturale di primaria importanza, con i suoi 40 km di gallerie note la cui roccia testimonia le diverse fasi glaciali e le numerose specie di animali che hanno popolato la vetta del monte nelle ultime centinaia di migliaia di anni. Sempre a Varese c’è poi c’è la Valle della Fornace in cui sono presenti testimonianze geologiche uniche che consentono di raccontare la storia del territorio andando indietro nel tempo fino a 5 milioni di anni quando era nel nostro territorio che il delta del Ticino sfociava nel mare. E ancora le Arenarie di Malnate, utilizzate come cave già nel XV secolo dagli architetti del Cardinal Branda Castiglioni, poi utilizzate per realizzare le brille destinate a ripulite chicchi di riso ed entrate in declino dopo la prima guerra mondiale con l’introduzione di nuovi materiali costruttivi. Oggi le cave sono abbandonate.
Se ne è parlato nel convegno organizzato dal Comune di Varese sabato 14 novembre in Salone Estense cui hanno preso parte oltre al sindaco Attilio Fontana e all’assessore alla Tutela Ambientale Luigi Federiconi, Luca Marsico, presidente del Parco Regionale Grigna Settentrionale, Alberto Denti, direttore del Parco Regionale Grigna Settentrionale, Giacomo Camozzini, presidente del Parco Campo dei Fiori e Giuseppe Barra. Tra i relatori: Markus Felber, site manager del Monte San Giorgio, Stefano Turri del Parco Regionale Grigna Settentrionale, Alessandro Uggeri, consulente Parco Campo dei Fiori-Idrogea Servizi, Massimiliano Paressi, insegnante e collaboratore studio Congeo di Varese; Alfredo Bini, professore di Scienze della Terra all’Università degli Studi di Milano, Giorgio Marchi, architetto e Guardia ecologica volontaria, Lucia Agostinelli naturalista del CREA.TAG ARTICOLO
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