“Quella strage mi toccò da vicino, dobbiamo ricordarla”
Il lettore Gianni Mazzucchelli racconta come la Shoah ha segnato la sua vita e chiede di ricordare la strage sul Lago Maggiore con un segno, le pietre d'inciampo
Qualche anno fa il film "Hotel Meina" ha portato sul grande schermo, ispirandosi al libro del giornalista Marco Nozza, la cronaca della prima strage di ebrei in Italia. Un crimine commesso sulle sponde del Lago Maggiore, a Meina, proprio a pochi chilometri dalla nostra provincia. I fatti sono ruotati attorno a un luogo che resterà per sempre il simbolo (almeno nella memoria) di quel momento, l’albergo Victoria, dove le vittime della strage trascorsero le ultime ore prima di essere uccise. Di quell’hotel ormai resta solo il ricordo e un lettore, Gianni Mazzucchelli, che da vicino ha conosciuto la tragedia della Shoah lancia dalle pagine di VareseNews una proposta importante: un simbolo che ricordi per sempre quello che è accaduto.
Gentili Signore e Signori
La mia simpatia per la causa ebraica nasce dallo sgomento profondo che provoca in me il ricordo di chi lasciò la vita in maniera crudele e solo per l’appartenenza a una religione diversa.

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