Acli in piazza per il lavoro
Domenica 21 marzo davanti alle chiese e nelle piazze lombarde per incontrare lavoratori, pensionati, giovani, italiani e stranieri e per chiedere più attenzione al lavoro
Le Acli tornano nelle piazze della Lombardia per chiedere più attenzione al lavoro e politiche che sostengano la ripresa dell’occupazione e un nuovo welfare. I circoli Acli, in collaborazione con il Patronato, saranno presenti domenica 21 marzo davanti alle chiese e nelle piazze con gli stand della campagna "Diritti in piazza" per illustrare le proposte della nostra associazione e incontrare lavoratori, pensionati, giovani, italiani e stranieri.
Le Acli, che hanno al centro del loro essere associazione l’attenzione ai lavoratori, chiedono politiche adeguate con nuove norme che tutelino l’economia reale e il lavoro, allo stesso modo nel quale si tutelano beni irrinunciabili come il grano, il riso, le materie prime e il petrolio dalla speculazione finanziaria internazionale, già pronta a rifarsi attingendo alle ingenti risorse finanziarie pubbliche immesse sui mercati. «Oggi più ancora che negli anni passati -spiegano i promotori – di fronte alla grave crisi occupazionale serve un sistema di incentivi rivolti a creare sviluppo industriale ed occupazione con l’obiettivo di promuovere il lavoro per tutti e la stabilità occupazionale; il potenziamento e l’estensione dello stato sociale; l’attuazione di una politica dei redditi, fiscale e previdenziale più equa, che vada a sostegno dei redditi da lavoro e delle pensioni delle fasce di popolazione più disagiate». A livello provinciale le Acli raccomandano in particolare un’attenzione alla formazione e riqualificazione per i lavoratori e le lavoratrici in cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga, al reimpiego dei lavoratori e delle lavoratrici in mobilità o licenziati, all’attivazione di contratti di solidarietà e part-time quale concreta alternativa ai licenziamenti. «Per contrastare spinte speculative che prendano a pretesto la crisi economica per operazioni immobiliari, è inoltre necessario puntare al mantenimento delle aree dismesse a vocazione industriale, orientandole verso produzioni eco-compatibili e di risparmio energetico». Anche questo è un passo per tutelare gli interessi di tutti contro quelli di pochi.
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