I pendolari di Barasso: “Non vogliamo sentirci sudditi”
In Comune oltre ai consiglieri c’erano anche una decina di pendolari ansiosi di novità positive per la propria sorte e il proprio portafogli. Risposte negative, e la protesta continua
Nell’aula del consiglio comunale di Barasso ieri sera (lunedì15 marzo) c’era un “pienone” forse mai visto, ma in qualche modo atteso. Oltre ai consiglieri comunali c’erano anche una decina di pendolari ansiosi di novità positive per la propria sorte e il proprio portafogli. La risposta è stata negativa, ma c’era da aspettarselo: «Finisce sempre così – spiega un pendolare al termine di una seduta fiume, con tanto di “robusto” invito ad uscire dall’aula per i commenti finali da parte dello zelante agente della polizia locale di turno -, paga Pantalone e tutti sono sereni». La vicenda del parcheggio della stazione di Barasso è ormai nota ai più: dalla scorsa estate il sindaco Antonio Braida ha deciso di far pagare i posti auto, con le proteste di chi prende tutti i giorni il treno per recarsi al lavoro o a scuola. Proteste che sono cresciute quando i parcheggi delle vie limitrofe sono stati messi a pagamento con sosta non superiore alle 5 ore e sono esplose quando sono aumentate le sanzioni e sono state erette le transenne davanti alla sottostazione dell’Enel di via Oltrona, luogo da sempre adibito al parcheggio, “selvaggio” ma sicuro, a bordo strada. L’amministrazione comunale non torna indietro. O meglio, non lo fa da quando ha stabilito le tariffe a 20 centesimi per i residenti e a 2 euro per i non residenti: infatti ad inizio estate il costo per chi non era di Barasso era di 5 euro al giorno, poi sceso a 2. Ai pendolari non stanno bene non tanto i prezzi, tutto sommato accessibili per tutti, quanto le modalità di decisione del Comune di Barasso: «Non vogliamo sentirci sudditi. Se fossero stati presi provvedimenti che avessero garantito un servizio, avremmo anche accettato di pagare, così no». La più agguerrita è una pendolare di Luvinate, che si ferma all’esterno del palazzo comunale a parlare con il sindaco e gli assessori a fine consiglio comunale: «Il parcheggio dovrebbe essere un servizio per la stazione, non un costo in più Facendo come fate voi non si incentiva la mobilità sostenibile, si obbliga a prendere l’auto anche per piccoli spostamenti». Un altro attacca frontalmente l’amministrazione: «Avete fallito, il parcheggio è vuoto, i pendolari hanno scelto altre strade, portano i figli in macchina a Varese o vanno in auto al lavoro». Ettore spiega bene la propria situazione: «Sono studente, abito a Bardello e venire a Barasso è comodo per me. Gavirate poi è sempre pieno. Già paghiamo per un servizio delle ferrovie che troppo spesso è pessimo, se dobbiamo anche pagare salato per un parcheggio non ci stiamo più. Anche la mia ragazza che è di Oltrona è più comoda a venire a Barasso: Non credo sia giusto pagare per quello che dovrebbe essere un servizio per chi prende il treno». I pendolari non hanno però in mente iniziative particolari: «Non abbiamo mai alzato la voce, chiediamo solo rispetto», spiega uno di loro. Anche nel caso venga allargata la convenzione ai Comuni vicini, l’idea dei pendolari è ferma: «Ormai abbiamo cercato altre strade, a parcheggiare a Barasso non ci torniamo».
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