Tosi: “I frontralieri sono contribuenti onesti”
Il consigliere regionale del Pd e candidato alle prossime regionali: «I frontalieri meritano rispetto»
«Chi lavora o ha lavorato in Svizzera al prezzo spesso di grandi sacrifici, non può ricevere lo stesso trattamento di chi invece ha esportato capitali e ha commesso degli atti illeciti». Stefano Tosi, capolista nella circoscrizione di Varese del PD alle regionali, ha partecipato a Luino a un incontro con Antonio Panzeri, parlamentare europeo del PD, sulle problematiche dei 43 mila cittadini italiani (circa 20mila in provincia di Varese) occupati in Canton Ticino. Un tema di stretta attualità dopo mesi di caos e incertezza generati dal varo dello scudo fiscale e dalle disposizioni in esso contenute relative al monitoraggio fiscale. «L’ultima circolare dell’Agenzia delle entrate è un importante elemento di chiarezza arrivato dopo che, in ogni sede istituzionale e in piena sintonia con le organizzazioni sindacali, avevamo sollecitato un intervento per sgomberare il campo da ambiguità e dubbi interpretativi» ha detto Tosi. La previdenza integrativa, il cosiddetto secondo pilastro, non sarà così soggetta al monitoraggio; né vi sarà l’obbligo di compilare il quadro RW per i conti correnti il cui saldo contabile, al 31 dicembre 2009, non risulta superiore ai 10 mila euro. Si tratta, ha sottolineato Tosi, di un duplice positivo risultato: «Il lavoratore frontaliere non è un evasore fiscale, ma un onesto contribuente che favorisce, attraverso il pagamento delle imposte alla fonte e con il proprio salario, lo sviluppo e la ricchezza delle province di confine». Il capolista PD assicura massima attenzione e impegno anche nel futuro; già con la dichiarazione dei redditi del prossimo anno, del resto, scatterà l’obbligo di registrare tutti i movimenti bancari: «Si tratta di un inutile adempimento su cui andrà fatta piena chiarezza – ha concluso Tosi – i frontalieri meritano rispetto e il governo nazionale farebbe bene a ricordare che questi lavoratori rappresentano per i territori di confine un’enorme ricchezza calcolata intorno ai 40 milioni di euro per i cosiddetti ristorni delle tasse pagate alla fonte e versati poi dalla Svizzera all’Italia, ai quali vanno aggiunti circa 1200 milioni di euro in salari spesi sul nostro territorio».
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