Investire sull’arte è una scommessa vincente
Dopo Modigliani, ecco Giò Pomodoro: in provincia si alternano mostre di livello assoluto. E dove le risorse sono minori, ci sono inventiva e voglia di osare
È bello poter dare i numeri (tanti) quando si parla di arte ed è ancora più bello quando si può scrivere che una mostra organizzata e realizzata in provincia di Varese ha contato oltre 40.000 visitatori. Scommettere sulla cultura in generale e sull’arte, in particolare, non è cosa da poco sopratutto per un territorio che vive di riflesso di una vicinissima Milano, dai mille eventi alla settimana.
La mostra in questione è quella inaugurale del Maga, il nuovo museo di Gallarate, che non ha certo brillato di originalità omaggiando uno dei grandi maestri del novecento italiano come Modigliani, ma che ha avuto il merito di dare una scossa elettrica al territorio. L’evento, anche un po’ glamour dell’inaugurazione, e uno spazio espositivo davvero bello e funzionale, ci ha ricordato che investire sull’arte si può e si deve.
Così il 2010 vede arrivare un’altra importante mostra, a Varese questa volta, che per l’artista, Giò Pomodoro, per la location, il parco di Villa Recalcati, e per il curatore, Flaminio Gualdoni lascerà un segno. I famosi squarci nelle sculture in bronzo dell’artista marchigiano porteranno un po’ di luce nel panorama artistico varesino ed aprono la strada ad altri quattro importanti scultori che fino al 2012 si alterneranno nel parco della villa: Giancarlo Sangregorio, Vittorio Tavernari e Carlo Zauli e Nino Cassani.
Non servono sempre importanti risorse economiche e grandi spazi ed anche un piccolo museo come il Midec di Cerro di Laveno si impegna a proporre nel calendario estivo un omaggio al “grande” Giacomo Manzù, con disegni inediti realizzati proprio sul Lago Maggiore.
Certo si può sempre fare meglio e di più e da alcuni Musei ci si aspetterebbe una programmazione più strutturata e progetti a lungo termine, perché, si sa, che il pubblico lo si fidelizza con il tempo, con la qualità e con una linea espositiva coerente. Come Villa Panza che, sebbene con mostre ricercate e con artisti non sempre conosciuti ai più, da dieci anni quasi esatti (era il settembre del 2000 quando il Presidente della Repubblica Ciampi tagliava il nastro) ha portato nella Città Giardino artisti di fama internazionale cari al Conte Panza e ad un pubblico che raggiunge Varese da tutta Italia e dall’estero.
Spesso non è difficile fare, e dare, i numeri, con un evento di grande richiamo, ma mantenerli con un lavoro costante che riesca a stuzzicare la curiosità non solo di chi mastica arte ma di chi in un museo non ci è mai entrato.
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