La ricetta per vincere? Essere uniti e credibili
Se ne è parlato con sindaci e amministratori locali del Varesotto alla festa del PD al Crotto del Borgorino, presenti Alfieri, Porro, Aspesi
La ricetta per vincere le elezioni a livello locale? Unità politica, con coalizioni larghe o liste civiche, e credibilità e "spndibilità" dei candidati a sindaco e consigliere. Se ne è parlato sabato alla Festa del PD al Crotto del Borgorino di Cassano Magnago. Introdotti dal consigliere regionale Alessandro Alfieri e da Luca Radice, erano presenti vari amministratori locali "targati" PD o vicini al partito.
Era Alfieri a sintetizzare i punti chiave per una politica locale di successo: candidatura forte, tramite primarie o meno; spaersi occupare delle piccole cose che risaltano ogni giorno agli occhi del cittadino come dei grandi progetti di ampia portata. E per il Partito Democratico, riconoscere il patrimonio di esperienze dei propri amministratori, affidarsi di più ad essi. «Amministrare a livello locale diventa difficile, una vera corsa ad ostacoli» nel quadro di una finanza comunale strozzata dai tagli. E qui saqcattava l’attacco, in particolare alla Lega: «Inchiodiamoli alle loro responsabilità, questi sindaci e dirigenti di partito sempre pronti a lamentarsi» mentre i loro uomini nei posti che contano approvano tagli su tagli alle risorse degli enti locali. «Hanno una maggioranza schiacciante, le facciano queste benedette riforme; e se vogliono il federalismo, taglino i centri di spesa del livello nazionale» piuttosto che ingessare e infine soffocare l’autonomia di regioni, province e comuni.
Per Saronno, i neoeletto sindaco Luciano Porro ripercorreva le paradossali vicende dello scorso anno, quando con la sua brevissima prima esperienza si annunciava il ribaltone più significativo tra i Comuni del Varesotto: per una volta a favore del centrosinistra. Dopo un anno di commissariamento seguito alle dimissioni dei consiglieri (maggioritari) di centrodestra, le elezioni hanno sancito una chiara scelta dei saronnesi per cambiamento. «Abbiamo vinto restando uniti dopo aver costruito un’alleanza ampia» la sintesi del pensiero di Porro. «Anche la candidatura è stata condivisa, sono stato dal dal 1980 consigliere comunale, proprio quando stavo per uscirne mi hanno detto: va bene, ma farai il sindaco». E ha funzionato, grazie, ricorda il neosindaco, alle spaccature interne al centrodestra, che nella seconda amministrazione Gilli aveva letteralmente isolato il suo sindaco. Spaccato il PdL, spaccata la stesa lega il centrosinistra ha avuto buon gioco. «Abbiamo candidato persone credibili, siamo stati vicini alla gente, ascoltandola, ascoltando gruppi e associazioni, cerchiamo il feedback dei cittadini, il contatto costante e la soluzione ai problemi che ci vengono segnalati».
Con Mario Aspesi (Cardano al Campo) si pasa all’analisi del paradosso dei numeri. «Anche imbarcando tutti a centrosinistra siamo il 30, 35%, queste sono le cifre», la realtà di una terra avara per questa parte politica. Eppur si può. «Non possiamo basarci esclusivamente su noi stessi e le nostre idee»: bisogna al contrario intercettare la vasta (e crescente) fascia di chi non vota, per stanchezza o sfiducia. Essere uniti non basta, sostiene Aspesi, «bisogna saper "contaminare" altre situazioni, chi aspetta una prospettiva diversa, un progetto, qualcuno che gli dia fiducia. A Cardano non avremmo vinto se non avessimo fatto una lista civica in cui abbiamo inserito una vasta rappresentanza di società civile. Poi non basta amministrare bene, io dedico buona parte del mio tempo a tenere insieme il gruppo, con incontri a cadenza settimanale dei consiglieri di maggioranza».
«Dopo dieci anni di Lega alla cultura non resa che radere al suolo e spargere il sale, come i Romani a Cartagine» la sentenza di Giuseppe Blumetti assessore a Besnate, dove gli strumenti vincenti sono stati la figura del candidato sindaco poi eletto, e dopo la vittoria in particolare l’attenzione al sociale, ai corpi intermedi, al volontariato. Per Casorate Sempione il vicesindaco Tiziano Marson, ribadendo la validità della scelta di una lista civica, lamentava che con la crisi anche quegli oneri di urbanizzazione ormai tristemente unica fonte "sicura" di introiti per le casse comunali sono venuti a mancare, mentre «si fa fatica a chiudere anche le buche nelle strade» con i noti vincoli del patto di stabilità. Applausi dal pubblico hanno accolto i riferimenti alla rottura del contratto per la gestione idrica con la gallaratese Amsc, con cui il Comune ha un contenzioso in atto.
Significativo, infine, anche lo sfogo del sindaco di Gorla Minore Giuseppe Migliarino che ha denunciato l’insostenibilità della situazione economica dei comuni, «costretti a costruire comunque, a mangiarsi il territorio, un’opzione che va respinta» a fronte di risorse sempre più insufficienti e con «problemi gravissimi» in vista già dal 2011 per la fornitura di servizi. Problemi che si vanno ad aggiungere alla mole immane di contenziosi con imprese che le amministrazioni locali, per i vincoli del patto di stabilità, non possono pagare se non con pesanti ritardi, per i lavori, spesso improcrastinabili, svolti sul territorio.
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