Emergency, la medicina solidale ospite della Festa Democratica
Il dottore Paolo Grosso interverrà in un incontro pubblico per raccontare il lavoro dell'ong di Gino Strada
Generosi, coraggiosi, capaci, intraprendenti. I medici e i volontari di Emergency si meritano davvero un’infinità di benemerenza. Ma l’aggettivo che rende meglio l’idea e la peculiarità del loro lavoro è senza dubbio “scomodi”. Non sempre, non dovunque, ma sicuramente spesso e soprattutto in Afghanistan.
Il dottor Paolo Grosso lo sa bene, ci sono posti dove curare e fare del bene è la cosa che più di ogni altra irrita chi muove i fili della guerra e del potere, «soprattutto se non guardi in faccia il ferito che ti chiede aiuto».
Il dottor Grosso, dirigente all’ospedale di Monza, è uno dei dottori che prestano servizio nell’associazione di Gino Strada. È stato in Cambogia, Sierra Leone, Darfur, Iraq e Afghanistan, ha curato uomini e donne in ogni condizione, di povertà e di guerra. Spesso si presta anche a raccontare, in interviste o incontri pubblici, chi è e cosa fa Emergency, l’Ong che grazie alla generosità di chi contribuisce al suo sostentamento, cura malati in ogni angolo del mondo, laddove – naturalmente – la miseria e la disperazione impediscono ogni altro tentativo di attività medica.
«Emergency ha una sua filosofia – spiega Paolo Grosso, che sabato 24 luglio alle ore 21 sarà ospite della Festa Democratica alla Schiranna per un incontro pubblico con il giornalista del Tg3 paolo Pardini – le cure devono essere offerte gratuitamente e a tutti, che siano donne, bambini, soldati o talebani. Nei nostri ospedali non si chiede la carta d’identità, l’unica discriminante è se una persona ha o meno bisogno d’aiuto».
Emergencyha molto delicatezza anche nei suoi modi d’intervento, «tutte le nostre missioni – spiega il dottor Grosso – sono legate al rispetto delle culture locali, vengono calate nel territorio che ci ospita». Accade anche che Emergency diventi un ospite non gradito, in Afghanistan è avvenuto esattamente questo. «A Lashkar Gah l’ospedale di Emergency era l’unica possibilità che gli abitanti avevano di curarsi, lì si faceva la migliore medicina che era possibile fare in un contesto di guerra come quello. Ma non eravamo graditi, non ci voleva il governo e non ci volevano nemmeno i servizi segreti e le forze degli altri paesi. Ancora la magistratura afghana non è riuscita a spiegarci perché sono stati rapiti i nostri collaboratori, cosa sia veramente successo in quei drammatici giorni. Ora l’ospedale è chiuso, stiamo aspettando delle risposte. Lì non ci volevano, eravamo testimoni di una guerra che faceva vittime e feriti anche tra donne e bambini»
Gli ospedali di Gino Strada non curano soltanto ma fanno molto di più, «i nostri ospedali ridanno la dignità del lavoro in territori dove lavoro e istruzione non ce ne sono – spiega Grosso – il nostro obiettivo non è costruire ospedali e gestirli in eterno, ma creare delle strutture e trasmettere delle conoscenze. Noi vogliamo affidare gli ospedali alla popolazione. Noi creiamo un indotto, diamo una nuova speranza e spesso favoriamo la collaborazione tra governanti che non si sarebbero mai nemmeno parlati, come è successo in sudan dove abbiamo aperto un centro di cardio-chirurgia a Karthoum che ha permesso un tavolo comune con realtà in conflitto da anni».
Il dottore sarà ospite sabato 24 alla festa della Schiranna, dove tutti questi argomenti saranno approfonditi e potranno essere soddisfatte le curiosità dle pubblico.
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