Così si vive con l’autostrada in salotto
Gli abitanti del piccolo borgo tra albizzate e Valdarno convivono da sempre con l'A8. Non mancano problemi di salute e rumori a tutte le ore dle giorno
«I suoi problemi respiratori stanno diventando molto gravi e a questo punto è inevitabile che smetta di fumare». Un normale discorso tra un medico e il suo paziente può prendere una piega inaspettata se la risposta alla prescrizione sanitaria è questa: «dottore guardi che non ho mai fumato in vita mia».
È successo ad uno degli abitanti del Burg, il piccolo borgo che sorge tra Albizzate e la frazione di Valdarno, in fondo ad una stradina che si insinua tra i boschi e il complesso industriale della Lamberti. Un abitato dove convivono una decina di famiglie: donne, uomini, bambini, qualche animale domestico e l’autostrada A8.
Proprio di convivenza si tratta perché il paziente di cui sopra potrebbe quasi sfiorare il tetto dei camion che sfrecciano lungo l’Autolaghi allungando il braccio direttamente dal balcone di casa. E i bambini non possono giocare a calcio perché la palla potrebbe finire sulla corsia in direzione Milano, se calciata piano, o in direzione Varese, se calciata forte.
Tra le dieci famiglie che occupano quel pugno di casette e l’autostrada c’è solo un banale guard rail a segnare il limite della convivenza e nessuna barriera fonoassorbente, come invece avviene lungo il resto del percorso autostradale quando la strada incrocia dei centri abitati.
Un inquinamento acustico e atmosferico con il quale gli abitati del Burg convivono fin dal 21 settembre del 1924 quando l’autostrada venne inaugurata. Poi sono aumentate le macchine, le moto, i camion: e ora sono decine di migliaia i veicoli che ad ogni ora del giorno e della notte sfrecciano a pochissimi metri dalla loro stanza da letto.
Una situazione contro la quale gli abitanti combattono da almeno 15anni una lotta inascoltata. Risale al 1997 la prime delle tante petizioni coordinate da Francesco Chiaravallotti, allora consigliere di minoranza, che hanno sollevato il problema in comune e presso la società Autostrade. Ed è dal 1997 che l’amministrazione risponde picche. O più spesso non risponde.
La vicenda è stata ripresa più volte anche dal quotidiano "La Prealpina" ma niente.
La Società Autostrade ha precisato in passato che non è obbligata ad intervenire, ma che è propensa a fare qualcosa qualora venisse avanzato un progetto in tal senso dall’amministrazione comunale. E così infatti è successo con gli altri comuni interessati dal percorso autostradale, dove un’accordo tra le amministrazioni e la società Autostrade ha permesso di risolvere il problema con la costruzione di barriere fonoassorbenti, pagate per la maggior parte da quest’ultima.
Ad Albizzate questo ancora non è successo, e sicuramente non succederà a breve. Nessun capitolo di bilancio è stato destinato in tal senso: oggi a frenare l’intervento sono i vincoli del patto di stabilità, ieri non si sa.
Agli abitanti del Burg, evidentemente, non resta altro da fare che smettere di fumare.
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