Una cerimonia cantata ha accompagnato Mauro Vanzini al cimitero
C’era la sua famiglia, gli amici più cari, i colleghi di lavoro, la comunità evangelica. Tutti si sono stretti attorno ad un uomo che ha significato tanto per il suo paese
C’erano tutti i mondi che Mauro Vanzini aveva conosciuto in vita a portargli l’ultimo saluto questa mattina, martedì 14 settembre, al cimitero di Jerago. C’era la sua famiglia, sua moglie e i suoi figli, gli amici più cari, i colleghi di lavoro, la comunità evangelica. Tutti si sono stretti attorno ad un uomo che ha significato tanto per il suo paese.
Vanzini dirigeva insieme al cugino Alberto la ditta “Vanzini fratelli officina meccanica”, una piccola e media impresa come tante ma che è entrata sotto i riflettori mediatici per il suo attivismo in questi ultimi anni di crisi economica. In particolare grazie alle ormai celebri “Imprese che resistono”, delle quali il cugino Alberto è promotore e animatore.
Mauro Vanzini è rimasto vittima sabato 11 settembre di una drammatica coincidenza che si è trasformata in tragedia durante una passeggiata in montagna. Quando è stato colpito da una pietra che lo ha fatto rovinare per 5 o 6 metri sull’alpe Devero in Val Formazza, dove si trovava insieme al fratello Armando Vanzini.
Una passione per la montagna la sua, che è stata ricordata anche questa mattina durante la cerimonia per l’ultimo saluto a Mauro. Una cerimonia celebrata con rito evangelico, la religione che aveva deciso di seguire, che ha accompagnato Mauro con canti e tanta emozione.
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