“Fino a ieri in classe, da oggi nel cuore. Arrivederci prof”
Folla di studenti, ragazzini della scuola calcio del Varese, allenatori e colleghi di scuola e dello sport: in tantissimi hanno assistito al funerale di Alfredo Speroni
“Fino a ieri in classe, da oggi nel cuore. Arrivederci prof”. Erano tantissimi nella chiesa di San Vittore per salutare Alfredo Speroni, professore di chimica al liceo Scientifico Galileo Ferraris e responsabile della scuola calcio del Varese 1910. Alunni di oggi e di ieri, colleghi professori, allenatori, ragazzi e bambini del settore giovanile della squadra biancorossa hanno voluto dare l’ultimo addio ad un uomo molto amato. In prima fila il figlio, distrutto dal dolore, ma sorretto dall’affetto che in tanti provavano
e provano per suo papà. Nella navata di sinistra della Basilica si sono radunati i suoi studenti, a destra tutti i piccoli calciatori accompagnati dai rispettivi allenatori. Con loro anche la dirigenza del Varese, il presidente Antonio Rosati, l’amministratore delegato Enzo Montemurro, il responsabile del settore giovanile Giorgio Scapini e i giocatori della prima squadra Claiton Dos Santos, Daniele Buzzegoli e Alessandro Gambadori: in tanti hanno pianto, altri sorridevano ricordando le frasi ironiche e i gesti di Alfredo Speroni. Sulla bara coperta di rose bianche e rosse, è stata depositata una sciarpa del Varese, mentre sotto è stata posizionata una corona a forma di campo da calcio. Nell’omelia è stato ricordata la sua passione e il suo impegno sia nello sport che nella scuola: «Era un sergente di ferro con il cuore di panna, un uomo vero, un educatore». In tanti hanno voluto lasciargli un ultimo messaggio: «Era un professore con la P maiuscola», «Ci sfidava ad essere curiosi», «Non leggere più il suo nome sull’orario sarà durissima», «Era capace di terrorizzarci, ma ora capiamo quanto valeva». Uno dei suoi studenti ha ricordato «l’inconfondibile “Buongiorno” ad inizio lezione, il suo schioccare le dita per attirare l’attenzione, le sue frasi tipiche come “Vai Jhonny” e “Ciao ciao con la manina”», un altro ha ricordato «gli inconfondibili occhiali da sole che portava anche quando il sole non c’era e il colletto sempre sollevato». Toccanti i ricordi dell’ultima classe che lo ha avuto, la IV I: «È uscito dicendoci “Arrivederci”, ci piacerebbe poterglielo dire di nuovo», così
come commosso è stato anche il saluto della classe nella quale sarebbe dovuto entrare quando il cuore non ha retto più: «Eravamo preoccupati e tesi per una probabile verifica a sorpresa. Lo temevamo, ma lo rispettavamo anche. Avremmo voluto fargli tante altre domande, abbiamo capito che era un grande uomo». L’ultimo ricordo è stato affidato a Marco Caccianiga, collega nel settore giovanile del Varese e amico fraterno di Alfredo Speroni: «Vorrei poter tornare a mercoledì sera, quando ci siamo salutati dicendoci “a domani, dobbiamo fissare le prossime amichevoli”. Vorrei poter fermare il tempo e lo vorrebbero tutti: eri un pilastro, un faro, una guida. È stato un privilegio ed un onore collaborare con te, ci mancherai. Sei stato un grande maestro, un educatore vero come un altro amico che se ne è andato troppo presto, Franco Formato. Da oggi sarai per sempre sulle maglie dei tuoi ragazzi: giocheremo anche per te. Ci vediamo lunedì, arriva il Novara e dobbiamo sistemare i raccattapalle». Prima del posticipo verrà ossrvato un minuto di silenzio per ricordarlo. Un lungo applauso ha salutato l’ultimo viaggio di Alfredo Speroni verso il cimitero di Giubiano: fuori da San Vittore alcuni suoi alunni della 3^ B hanno mostrato uno striscione: “Fino a ieri in classe, da oggi nel cuore. Arrivederci prof”.
e provano per suo papà. Nella navata di sinistra della Basilica si sono radunati i suoi studenti, a destra tutti i piccoli calciatori accompagnati dai rispettivi allenatori. Con loro anche la dirigenza del Varese, il presidente Antonio Rosati, l’amministratore delegato Enzo Montemurro, il responsabile del settore giovanile Giorgio Scapini e i giocatori della prima squadra Claiton Dos Santos, Daniele Buzzegoli e Alessandro Gambadori: in tanti hanno pianto, altri sorridevano ricordando le frasi ironiche e i gesti di Alfredo Speroni. Sulla bara coperta di rose bianche e rosse, è stata depositata una sciarpa del Varese, mentre sotto è stata posizionata una corona a forma di campo da calcio. Nell’omelia è stato ricordata la sua passione e il suo impegno sia nello sport che nella scuola: «Era un sergente di ferro con il cuore di panna, un uomo vero, un educatore». In tanti hanno voluto lasciargli un ultimo messaggio: «Era un professore con la P maiuscola», «Ci sfidava ad essere curiosi», «Non leggere più il suo nome sull’orario sarà durissima», «Era capace di terrorizzarci, ma ora capiamo quanto valeva». Uno dei suoi studenti ha ricordato «l’inconfondibile “Buongiorno” ad inizio lezione, il suo schioccare le dita per attirare l’attenzione, le sue frasi tipiche come “Vai Jhonny” e “Ciao ciao con la manina”», un altro ha ricordato «gli inconfondibili occhiali da sole che portava anche quando il sole non c’era e il colletto sempre sollevato». Toccanti i ricordi dell’ultima classe che lo ha avuto, la IV I: «È uscito dicendoci “Arrivederci”, ci piacerebbe poterglielo dire di nuovo», così
come commosso è stato anche il saluto della classe nella quale sarebbe dovuto entrare quando il cuore non ha retto più: «Eravamo preoccupati e tesi per una probabile verifica a sorpresa. Lo temevamo, ma lo rispettavamo anche. Avremmo voluto fargli tante altre domande, abbiamo capito che era un grande uomo». L’ultimo ricordo è stato affidato a Marco Caccianiga, collega nel settore giovanile del Varese e amico fraterno di Alfredo Speroni: «Vorrei poter tornare a mercoledì sera, quando ci siamo salutati dicendoci “a domani, dobbiamo fissare le prossime amichevoli”. Vorrei poter fermare il tempo e lo vorrebbero tutti: eri un pilastro, un faro, una guida. È stato un privilegio ed un onore collaborare con te, ci mancherai. Sei stato un grande maestro, un educatore vero come un altro amico che se ne è andato troppo presto, Franco Formato. Da oggi sarai per sempre sulle maglie dei tuoi ragazzi: giocheremo anche per te. Ci vediamo lunedì, arriva il Novara e dobbiamo sistemare i raccattapalle». Prima del posticipo verrà ossrvato un minuto di silenzio per ricordarlo. Un lungo applauso ha salutato l’ultimo viaggio di Alfredo Speroni verso il cimitero di Giubiano: fuori da San Vittore alcuni suoi alunni della 3^ B hanno mostrato uno striscione: “Fino a ieri in classe, da oggi nel cuore. Arrivederci prof”.TAG ARTICOLO
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