Fondazione Blini, “cambiare nome o chiudere”

Lo chiede Cosimo Cerardi a nome della Federazione della Sinistra, chiedendo che si faccia chiarezza anche all'interno del centrodestra

Continuano da sinistra le critiche sulla Fondazione Blini. L’ente per la cultura e l’espressione giovanile è rimasto finora sostanzialmente sulla carta, a tre anni e mezzo dalla creazione e intitolazione, per volontà dell’allora presidente leghista della provincia di Varese Marco Reguzzoni, oggi deputato alla Camera, a Giovanni Blini, giovane militante del Fronte del Gioventù purtroppo scomparso prematuramente in incidente. Nella sinistra neocomunista nessuno ha mai mandato giù il metodo, e meno che mai l’impronta politica dell’operazione. Se il PD è entrato a suo tempo a far parte dell’organismo, alla sua sinistra si è opposto subito un secco niet.

Identificato il direttore culturale nella persona di Matteo Tosi (Fondazione Bandera), la scorsa settimana si è riunito il consiglio d’amministrazione.
A proposito dell’ente e dell’insediamento del CdA, la Federazione della Sinistra (formata da Rifondazione e PdCI) di Busto Arsizio "reputa necessaria una ridiscussione democratica a proposito della Fondazione Blini, e questo a partire dalla stessa rinominazione, e se ciò non dovesse accadere; l’invito rivolto a tutte le forze democratiche e antifasciste, anche a quelle della stessa maggioranza presenti nel consiglio comunale, a chiudere definitivamente tale organismo culturale".
La storia e "la coscienza democratica e antifascista della nostra città, medaglia di bronzo della Resistenza, obbliga[no] un comportamento antifascista conseguente da parte di tutte le forze politiche presenti nel consiglio comunale, del centrosinistra in primis, ed anche dello stesso centrodestra, di quel centrodestra che a parole dice di essere antifascista", per i motivi che elencherà sotto, "un comportamento volto a rinsaldare i valori antifascisti a partire da quelli presenti nella Costituzione della Repubblica Italiana".
La Federazione della Sinistra bustese, prosegue il comunicato stilato da Cosimo Cerardi per la FdS, "consapevole della pericolosità di siffatto ‘organismo culturale’, invita le forze politiche, a partire da quelle del centrosinistra, alla vigilanza sia all’interno delle istituzioni che nella società civile sul terreno dell’antifascismo. L’antifascismo bustese deve condannare con forza, chi stando nelle istituzioni, invita a fare le gite a Predappio, o da chi va in giro per i “laghi di Varese, a commemorare, ricordare, eventi e fatti con ritualità proprie del fascismo e del nazismo".

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Pubblicato il 26 Ottobre 2010
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