Letta: “Portiamo la sfida in casa della Lega”
Il vicesegretario del Pd lancia la sfida la suo partito: "Non dividiamoci come nel 1994". E presenta le proposte del partito su fisco, immigrazione e scuola
“Berlusconi non è mai stato così potente come oggi”. Enrico Letta parla all’Assemblea nazionale del Partito democratico subito dopo Rosy Bindi, che per poco meno di un’ora non ha fatto sconti a Berlusconi e alla Lega Nord. A lui, il vicesegretario del Pd, tocca il compito di presentare le proposte che verranno discusse in questi due giorni: fisco, federalismo, piccole e medie imprese, scuola, immigrazione, trasporti, agricoltura, autonomie locali.
Un paese e una forza politica alternative, ma Letta lancia anche forte e chiaro un messaggio al Pd e ai futuri alleati. “Nel 1994 le nostre divisioni hanno premesso a Berlusconi di vincere la prima volta. Oggi o si vince o si muore: non ci sono piani B o altre soluzioni, lo voglio dire agli amici che pensano ai terzi poli. Se perdiamo perderemo il governo, i presidenti di Camera e Senato, il successore di Napolitano e loro cambieranno al Costituzione”.
Vincere con un programma che per Letta deve smettere di far “percepire il Pd come un partito conservativo”, ma anche da una novità assoluta per l’Italia: “cosa potremmo fare di più bello che eleggere una donna come Capo del governo?”. Per Letta la vittoria può venire solo partendo dalle famiglie e dai giovani. “Partiamo dai bambini e dalle bambine perché solo così parleremo anche ai loro genitori e di integrazione. Vi siete chiesti perché durante il boom economico erano i 30enni a portare avanti il paese? Perché lavoravano, facevano figli, mantenevano i loro genitori. Oggi, non per colpa loro, i giovani escono di casa a 31 anni. Pierluigi, quando saremo al governo poniamoci come obiettivo di abbassare questa età a 25 anni”.
Ma non c’è solo questa fra le proposte concrete che il Pd vuol far uscire da questa assemblea. “Pensiamo a bonus bebè vero e a una scuola che riparta anche dall’edilizia scolastica. Non cederemo all’idea di Sacconi di equiparare il diritto del lavoro al diritto commerciale che tratta delle cose e non delle persone. Noi siamo per un fisco che spinga gli italiani a far circolare il talento e che sappia leggere le differenze sul tipo di investimento proposto. Ma vogliamo anche favorire un rapporto sano con la piccola amministrazione”. Fra venerdì sera e sabato mattina si discuterà anche di mobilità. “Ci sono cantieri bloccati da anni. Ma qui a Varese si sappia che se un giorno si andrà in 45 minuti da Varese e Bergamo sarà grazie ai governi di centrosinistra, gli unici che hanno messo soldi veri, non promesse e annunci”.
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