Mucci delinea il “suo” candidato. E apre una porta alla Lega

Il PdL tiene gli stati generali, il sindaco si prepara a lasciare Palazzo Borghi. Il suo possibile successore? "Qualcuno che abbia sia esperienza politica che amministrativa"

Il candidato a prendere il suo posto? Per Nicola Mucci va cercato nelle file dei partiti, «senza far ricorso a figure provenienti dalla società civile», e deve essere essere una persona «che abbia esperienze amministrative e politiche al contempo». Sindaco ancora per cinque mesi o poco più, Mucci sta partecipando ancora attivamente alla vita del partito, che in questi giorni sta tenendo gli Stati Generali in vista delle elezioni. «Un momento importante – spiega -, nella prima serata si è sviluppato un interessante dibattito, parlando di contenuti, elementi programmatici e organizzativi». Passaggi fondamentali, perché dalla definizione dei programmi passa la possibilità di delineare la coalizione e quindi la scelta del candidato.
 
E non c’è dubbio che l’attenzione di tutti è puntata proprio lì, sull’uomo (o sulla donna) che deve proseguire l’opera di Nicola Mucci. Che, al di là del giudizio che se ne può dare, ha dato un’impronta precisa ai suoi dieci anni di governo della città, iniziati quando aveva meno di trent’anni. Forse è ancora troppo presto, il PdL non sarebbe così compatto nell’indicare il possibile candidato. Mucci il profilo ideale lo delinea a partire dalla scelta di aprirsi o meno all’idea del “candidato esterno”: «Credo che la politica abbia la possibilità di esprimere una candidatura autorevole, senza fare ricorso a figure provenienti dalla società civile». Senza spendersi direttamente per nessuno dei nomi circolati nei mesi, il sindaco uscente chiede una scelta che privilegi «una figura che abbia al contempo esperienze amministrative e politiche».
 
Prima del nome, in ogni caso, vengono le alleanze. Mentre è più che scontato l’accordo con la neocostituita Futuro e Libertà ed è in corso un riavvicinamento con il Polo Civico di Centro di Quintino Magarò, il nodo da superare resta la Lega. All’opposizione da quattro anni, con posizioni dure, in particolare su settori centrali come l’urbanistica e la gestione di Amsc. Anche nella prima serata degli Stati Generali, non sono mancate frizioni, con il "centurione" Aldo Simeoni che ha parlato di «Lega cadrega», criticandone le posizioni gallaratesi e spendendosi per una corsa solitaria alle prossime elezioni. Al termine degli Stati Generali – passaggio interno al partito, a cui non partecipa alcun rappresentante di altre forze politiche -, prenderà il via, secondo Mucci, «un confronto molto serrato con chi vorrà condividere il nostro programma, quindi anche con la Lega», rispetto a cui «le distanze non sono molto ampie». Il punto di partenza di ogni confronto è comunque, secondo Mucci, «la necessità di dare risposte concrete», lontano da ogni posizione propagandistica, spesso rimproverata alla Lega dal sindaco in prima persona, nei mesi scorsi. L’ultima volta, meno di un mese fa, sul Pgt e sulle case popolari.  

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Pubblicato il 27 Ottobre 2010
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