Senza assegno di accompagnamento è la fine

La denuncia dello Spi: l'indennità versata dall’Inps, 12,5 miliardi di euro nel 2010, è divenuta il principale sostegno per molte famiglie, ma il numero di non autosufficienti in Italia è raddoppiato nel giro di dieci anni

umberto colomboLe stime sul numero dei non autosufficienti in Italia, che sono state rese note dal “Network non autosufficienza (Nna)”, parlano di 2 milioni e 240 mila persone.
«Come Spi Cgil – dice Umberto Colombo – vogliamo rimarcare che questi dati riguardano in prevalenza anziani e persone con disabilità e ribadiamo che i tagli allo stato sociale previsti dal governo Berlusconi, sommati alla crisi economica che colpisce il nostro Paese, aggrava la già pesante situazione degli anziani non autosufficienti e delle loro famiglie. Il forum di Bologna evidenzia inoltre che l’indennità di accompagnamento versata dall’Inps è divenuta il principale sostegno per molte famiglie e che il numero delle persone interessate è raddoppiato nel giro di dieci anni».
Nel 2002 le risorse per l’indennità di accompagnamento erano stimate in 7,5 miliardi di euro e nel 2010 l’Inps ha preventivato una spesa di 12,5 miliardi di euro. Per quanto riguarda l’assistenza domiciliare integrata (ADI) è cresciuta la copertura dal 1,9% al 3,3%; sono diminuite le ore di assistenza (da 26 a 22) e nel 68% dei casi le prestazioni sono di tipo infermieristico.
«C’è un peggioramento – continua Colombo – della qualità dei servizi che riguarda le strutture residenziali perché le famiglie sono sempre più in difficoltà a pagare le rette delle case di riposo, in media 1.500 euro al mese e perché il governo ha operato pesanti tagli allo stato sociale e alle politiche del welfare».
L’Italia è fanalino di coda nelle classifiche europee: terzultima per posti letto per gli anziani, una dei pochi Paesi a non disporre di un piano contro la povertà, tra gli ultimi per quanto riguarda lo stato dei servizi per la non autosufficienza (sia residenziali sia domiciliari). «Ciò dimostra – conclude ils egretario dello Spi – che il sistema resta in piedi grazie all’indennità di accompagnamento e al ricorso alle “badanti”.  Come Spi Cgil  abbiamo sempre denunciato che l’indennità di accompagnamento è una politica nascosta di contrasto alla povertà che il governo si guarda bene dal mettere in evidenza».  «Inoltre, la cosa più grave è che 480 euro non bastano certo alle persone non autosufficienti e alle loro famiglie per far fronte ai problemi che sono costretti ad affrontare. Per questa ragione,  a livello nazionale, così come nella nostra provincia, il sindacato dei pensionati si batte per ottenere risorse aggiuntive per la non autosufficienza e una rete orientamento e informazioni per aiutare le famiglie colpite da questo problema. Proprio per questo dobbiamo potenziare il nostro impegno per un confronto tra sindacato e governo per ottenere una legge per la non autosufficienza e le risorse adeguate».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 novembre 2010
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