In scena “Il Trovatore” di Giuseppe Verdi
Domenica 12 dicembre, alle 17, al Teatro che Banca! l’appuntamento è con l'opera classica che vedrà la presenza dell’Orchestra Filarmonica di Milano
Domenica 12 dicembre, alle 17, al Teatro che Banca! l’appuntamento è con “Il Trovatore” di Giuseppe Verdi con l’Orchestra Filarmonica di Milano, per la regia di Mario Riccardo Migliara.
Il male si percepisce nel racconto, nelle parole dei protagonisti, nell’odio dei due ignari fratelli, nell’avvicinarsi della tragedia che li tocca. Il dramma immobile, il racconto degli antefatti sviluppa una sensazione di mistero e la latenza di una disgrazia che deve accadere o che potrebbe rimanere insoluta. Il viaggio dentro l’amore diventa metafora del viaggio dentro l’impossibilità di raggiungerlo e l’orrore della guerra altro non è che il giusto contrasto e l’evoluzione di questa impossibilità voluta da un Male superiore. Il senso di frustrazione da parte di Leonora, Manrico e il conte di Luna viene interrotto da esplosioni liriche e momenti di estrema musicalità. Dolcezza contrapposta ad orrore, inamovibilità a spostamenti improvvisi. Patti d’amore e profezie che ritornano sono nel Trovatore quegli elementi che avvolgono di un velo invisibile tutta la storia. Una storia che procede a strappi e ad antefatti. Ma l’elemento più importante è la rappresentazione di uno spirito demoniaco che si manifesta in simboli continui e totali. Una eclissi può dar la sensazione di qualcosa di gigantesco e di orrificante che ci sovrasta e che fa sentire i nostri fatti e le nostre quotidianità cosi umanamente rette da meccanismi naturali superiori. Il male mostra la sua energia nei confronti della rappresentazione. Rende il tutto inquietante, oscuro, pericoloso. Quasi un feccioso unto che ammanta il tutto di una ineluttabilità al limite del spaventoso. L’eclissi di luna diventa simbolo e motore ispirativo alla storia di Trovatore . Come se qualcosa di passeggero andasse a coprire il fulgore di una armata e la contrapposizione tra vita militare e libertà degli zingari cui appartengono sia Manrico che Azucena. Queste sensazioni sviluppate dalla musica che alterna momenti di enfasi guerresca , cori tripudianti e delicatezze estreme si legano ad una messa in scena essenziale ma esplicita. Cosi nella scena e nella musica, il sole si congiungerà alla luna come nell’indelicato e mortale abbraccio due fratelli Manrico e il conte di Luna, un abbraccio che termina con la rivelazione e nella luce che tocca Azucena rivelatrice. Una luce nera come il demoniaco che influenza tutta la tragedia.
Biglietti: Platea €38,00 I Galleria 1 €34,00 I Galleria 2 €28,00
Punti Vendita: La Biglietteria del Teatro è aperta nei seguenti orari: dal lunedì al sabato dalle 11.00 alle 14.00 e dalle 17.00 alle 19.00. Nei giorni di spettacolo il botteghino è aperto dalle 20.00 alle 21.00 o dalle 15.00 alle 16.00. Per informazioni telefoniche potete rivolgervi al n. 0332 247897. Il Teatro di Varese è nel circuito TicketOne, potete quindi cliccare qui per acquistare i biglietti.
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