Tutto esaurito per “La Notte” e “Cuore”, si replica

La direzione artistica del teatro ha deciso di aggiungere nuove date al cartellone «Il teatro dei ragazzi e per i ragazzi»

Successo per le iniziative proposte dal teatro Sociale di Busto Arsizio, in collaborazione con l’associazione culturale «Educarte», in occasione della Giornata della memoria e dei 150 anni dell’unità d’Italia. Registrano giù il tutto esaurito le repliche mattutine degli spettacoli «La notte» e «Cuore», entrambi per la riduzione scenica e la regia di Delia Cajelli.

Per questo motivo, la direzione artistica del teatro ha deciso di aggiungere nuove date al cartellone «Il teatro dei ragazzi e per i ragazzi». Gli adolescenti potranno vedere il recital «La notte», storia dell’esperienza di Elie Wiesel in campo di concentramento, anche nella mattinata di mercoledì 26 gennaio 2011, oltre che nella giornata di giovedì 27. Ai bambini verrà proposto il racconto «Cuore» di Edmondo De Amicis, diario immaginario di un anno di scuola nell’Italia post-unitaria, anche venerdì 18 marzo 2011, oltre che nella mattinata di giovedì 17.  Tutte le repliche avranno inizio alle ore 10.15. Il costo del biglietto è fissato ad € 6,50 per «La notte» ed € 5,00 per «Cuore».  Per informazioni e prenotazioni è possibile telefonare al numero 0331.679000, tutti i giorni feriali, secondo il seguente orario: dal lunedì al venerdì, dalle 16.00 alle 18.00; il sabato dalle 10.00 alle 12.00.

LA NOTTE – Sul palco per non dimenticare. Sul palco per ricordare i milioni di vittime, ebrei e prigionieri politici, che morirono nei campi di concentramento nazisti. Per il decimo anno consecutivo, il teatro Sociale di Busto Arsizio ricorda la Giornata della memoria, momento di riflessione istituito -come recita la legge 211 del 20 luglio 2000- «per ricordare  le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, i cittadini italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che -anche in campi e schieramenti diversi- si sono opposti al progetto di sterminio, ed anche a costo della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati». Nel solco di una tradizione che ha portato ad indagare, oltre a storie locali incentrate sul tema delle persecuzioni nazi-fasciste, anche grandi classici della letteratura concentrazionaria come il «Diario di Anna Frank» e «Se questo è un uomo» di Primo Levi, il teatro Sociale di Busto Arsizio volge la propria attenzione al romanzo breve «La notte», scritto dal giornalista e novellista romeno Elie Wiesel, premio Nobel per la pace nel 1986. Il testo, pubblicato a Parigi nel 1958 ed edito in Italia solo nel 1980, si configura come un diario, cupo e disperato, degli eventi occorsi agli ebrei di Sighet, piccolo centro della Transilvania, negli anni dal 1941 al 1945, cioè dalle prime avvisaglie di antisemitismo alla prigionia nei campi di concentramento, fino all’orrore della «marcia della morte».
L’obbligo di indossare la stella gialla, gli editti di divieto a entrare nei caffè e nei ristoranti, la reclusione nei ghetti sono solo alcuni degli episodi narrati dall’autore romeno, prima di descrivere la propria esperienza di prigioniero nei luoghi infernali di Birkenau, Auschwitz e Buckenwald, lager dove vide morire i genitori e Zipporà, la sorella più piccola.
Elie Wiesel sperimentò fame, sete, percosse, lavoro massacrante e sadiche torture. Assistette alla morte di donne, uomini e bambini. Vide padri e figli arrivare ad essere estranei, addirittura nemici, per una crosta di pane. Perse la sua fervente fede, di fronte alla scoperta del male assoluto. Un male che rimase come cicatrice indelebile nella sua mente: «Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, -scrisse, infatti, l’autore- che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata. Mai dimenticherò quel fumo. Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto. Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia fede. Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l’eternità il desiderio di vivere. Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto. Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai».

CUORE – L’amore per la patria, il rispetto per l’autorità, il valore della cultura, lo spirito di sacrificio, l’eroismo e la pietà verso i più deboli: sono questi i sentimenti che animano il libro «Cuore», scritto da Edmondo De Amicis  nel 1886, a pochi anni di distanza dall’Unità d’Italia, con l’intento di insegnare ai nuovi cittadini del Regno virtù civili utili per la formazione di una comune coscienza nazionale.
Lo spettacolo, che ha per protagonisti i bambini delle scuole primarie iscritti al progetto «Officina della creatività», ripercorre le  pagine più significative del romanzo deamicisiano, diario immaginario di un alunno torinese della terza classe, Enrico Bottini, nel quale vengono raccontati gli episodi lieti e tristi, le curiosità di un intero anno scolastico e dove sono riuniti nove racconti dettati, mensilmente, dal maestro Perboni ad edificazione della giovane scolaresca. La trama narra, dunque, le indimenticabili avventure del buon Garrone, del monellaccio Franti, dello studioso Derossi, della maestrina dalla penna rossa, ma anche di tanti giovani «eroi» considerati modelli da imitare per le loro azioni di eccezionale abnegazione. Basti pensare alla piccola vedetta lombarda, che consuma il proprio sacrificio per spiare le mosse del nemico, allo scrivano fiorentino, che lavora di notte per aiutare i genitori, o ancora al ragazzino tredicenne del passo «Dalle Appennini alle Ande», che riesce a ritrovare, attraverso mille peripezie, la madre emigrata in America. In occasione dell’anniversario della proclamazione del Regno d’Italia, avvenuta il 17 marzo 1861 a Torino, il teatro Sociale di Busto Arsizio porta in scena un testo emblematico dell’Italia post-risorgimentale, un testo che per lungo tempo è stato considerato, con il «Pinocchio» di Collodi, indispensabile «per fare gli italiani».

Tutti gli eventi

di febbraio  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 03 Dicembre 2010
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.