Un fine settimana che si colora di indie-pop
Al Twiggy venerdì 25 febbraio si terrà il concerto dei "Tu Fawning". Sabato 26 dei Bachi Da Pietra e dei The Unsen
Continua la musica al Twiggy che venerdì 25 febbraio propone i "Tu Fawning" e gli Insooner in apertura. Sabato altro appuntamento di qualità con Bachi Da Pietra e The Unsense, i apertura. Ecco le tutto quello che c’è da sapere sui due gruppi che arrivano in città.
Venerdì 25 febbraio propone i "Tu Fawning" e gli Insooner
Ore 22:30, sottoscrizione € 8 + tessera ARCI
Nati come side-project della cantautrice Corrina Repp e di Joe Hage (già nei 31Knots), i Tu Fawning da Portland sono un collettivo che mescola le tinte pastello dell’indie-pop con trovate più conturbanti che vanno dal trip-hop d’ispirazione bristoliana (Portishead su tutti) al folk più ombroso di matrice americana. Insieme alla coppia Repp-Hage sono della partita i polistrumentisti Liza Rietz e Toussaint Perrault. con questa formazione i Tu Fawning esordiscono nel 2008 con l’Ep “Secession”, ma raggiungono il successo internazionale con Hearts On Hold, il primo full length uscito lo scorso ottobre per la berlinese City Slang, mitica label di Arcade Fire, Sophia e Yo La Tengo. Questo febbraio i Tu Fawning arrivano in Europa in quello che è in assoluto il loro primo tour d’oltreoceano. L’unica data italiana è in programma il 25 febbraio al Twiggy di Varese. Imperdibile.
In apertura la band varesina Insooner.
Gli INSOONER nascono nel 2003 da un’idea di Giamma e Juan. Da subito la band inizia a scrivere pezzi propri, inizialmente il genere proposto è di taglio punk, con scanzonati testi in italiano, ma dopo vari cambi di componenti il suono si evolve in qualcosa di più personale. Nel 2005 la band subisce un brusco arresto a causa dell’abbandono del chitarrista dell’epoca e, dopo un anno di riflessione, l’avventura del gruppo riparte nel marzo 2006 con l’ingresso di Matteo, a cui corrisponde un radicale cambiamento, sia nel sound della band che nell’attitudine: mantengono testi in italiano, ma lasciano spazio a suoni sperimentali e una buona dose di rock, ispirandosi a gruppi quali Dredg e Verdena.
Registrano 2 demo, recensite in maniera positiva da riviste e varie webzine italiane, e iniziano a farsi conoscere suonando ovunque, arrivando recentemente a suonare con Ministri, Fratelli Calafuria, Io?Drama, Minnie’s, amplificando così la propria visibilità.
Nel 2008 viene realizzato il primo videoclip della band, “Videodrome”. Dopo un lungo periodo di pre-produzione ed arrangiamento la band è pronta per entrare in studio e nel Luglio 2009 iniziano le registrazioni del disco, intitolato “Assemblando oceani per annegare in pace”, prodotto da Daniele Landi ai Forears studios di Firenze e contentente 9 tracce di intenso alternative rock sperimentale cantate in italiano.
Il mare come tappeto e chiave di volta del disco, galleggia ovunque e si insinua, si infrange fra note e muri sonori. Come un narratore onnisciente compare dappertutto, cullando l’ascoltatore e proiettandolo in altre dimensioni.
Sembra ricorrere quasi la necessità di cristallizzare il tempo, per fotografare immagini di sangue, concetti ingialliti dal tempo e visioni mistiche, per poi racchiuderli all’interno del disco.
Sabato 26 febbraio Bachi Da Pietra e The Unsense
Ore 22:30, sottoscrizione € 8 + tessera ARCI
I Bachi Da Pietra sono una realtà consolidata, considerata tra le più interessanti e attive del panorama artistico musicale e letterario; il loro approccio musicale e il loro stile compositivo sono divenuti, dal 2005 ad oggi, marchi di fabbrica inconfondibili. Nel tentare di definirne la loro proposta si inciampa continuamente in una serie di paradossi che hanno prodotto nel tempo definizioni bizzarre: blues-medievale, pseudo-elettronica, triphop-acustico. Eppure il loro suono si fonda sui due elementi più comuni della storia del rock ridotti all’osso: chitarra e batteria (o quel che ne resta).
Bruno Dorella (ex Wolfango, attualmente Ronin e OvO) e Giovanni Succi (ex Madrigali Magri) irrompono sommessamente dalla loro miniera sulla scena musicale nel 2005 con l’album “Tornare Nella Terra”, guadagnandosi l’amore incondizionato di molti e una esposizione mediatica considerevole con la sola forza del passaparola. Si evolvono nel 2007 con “Non Io“, diffuso anche oltre confine: una canzone (Casa Di Legno) è inserita nella colonna sonora della serie tv americana Sons Of Anarchy, su Fox. Colpiscono poi nuovamente con “Tarlo terzo” nel 2008, che conquista ulteriore attenzione anche da parte dei media ‘ufficiali’ con alcune interviste e passaggi su Radio Rai. Non solo un album, anche un vino: Tarlo Terzo è una loro selezione di Barbera d’Asti 100% appositamente imbottigliata e disponibile ai concerti. Ora è il momento di un rapido uno-due. Nel maggio del 2010 esce il live “Insect Tracks” (tape recording anni ‘50, testimoniato da un LP in vinile + dvd) e a pochi mesi di distanza ecco il nuovo album in studio, che testimonia un fervore compositivo nel pieno della sua maturità.
I Bachi da Pietra presenteranno il loro nuovo album QUARZO.
Come una serie di ironiche assonanze possono chiaramente suggerire, Quarzo, degno ideale successore di Tarlo Terzo, è il titolo del loro quarto album. Un disco che ti “infilza e sorride“ (come in Pietra Della Gogna) dall’inizio alla fine. Una volontà di apertura verso l’ascoltatore è immediatamente chiara nella proposta semplificata in pillole della propria poetica con la quale i BDP introducono il neofita (Bignami) e lo conducono anche in luoghi molto bui, ma questa volta un po’ per mano. Certo, non prima di averlo massacrato sulla Pietra Della Gogna che apre il cerchio dei 12 brani, per poi liberarlo a Fine Pena dopo circa un giro d’orologio. Quarzo, nome materico come spesso accade nella poetica del duo, allude alla pietra, al tempo e all’elettronica primordiale. E’ un disco che sposta ancor più in là i confini musicali e lirici del progetto. Allarga la visione e la prospettiva, ridiscende nel sottosuolo, da cui geneticamente proviene, ma riaffiora, sporco e polveroso, offrendo quel che trova e cioè novità comunicative non di poco conto. E in fondo, si domanda anche perché lo fa: … / per cosa incide la pietra il verme / verso per verso percorso per niente / … (Bignami)
In apertura The Unsense:
The Unsense nascono nel 2004 e pur conservando quella nota di psichedelia che li ha sempre contraddistinti, col tempo hanno affinato i gusti respirando Rock, Blues e New Wave. Senza aver la pretesa di proporre musica orientale, in pezzi rock di spiccata influenza occidentale sono subentrati atmosfere e suoni orientali, particolare evidente soprattutto nella voce del gruppo, che spesso utilizza la scala indiana. E proprio questa unione fra Oriente e Occidente, che ripercorre la strada verso le nostre origini primordiali, è diventata la caratteristica principale del gruppo. The Unsense è un progetto che mira ad andare oltre la sfera musicale. La musica è un mezzo con cui creare l’atmosfera, è il processo artistico che più si avvicina all’idea del ‘’ragionato sregolamento di tutti i sensi”, e come in un antico rituale il suo scopo è quello di trasportare il musicista e l’ascoltatore in un comune viaggio.
L’album "Il pifferaio di Pandora", uscito lo scorso 26 novembre, è stato autoprodotto dalla band, registrato e mixato al MC studio da Marco Conti (ha lavorato con gente come John Scofield, Marc Johnson, Miroslav Vitous e Gary Willis) e Andrea Dainotti (tra l’altro chitarrista di Tonino Carotone), mentre la copertina è stata realizzata da Corrado Roi (illustratore delle tavole di Dylan Dog).
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