Il Caccivio d’oro a Hennie Kuiper
Domenica 20 il grande campione olandese riceverà a Malnate un'onoreficenza toccata ai grandi del pedale. Ripercorriamone la storia
Dal 1979 è un appuntamento fisso di fine inverno-inizio primavera, comunque sempre prima che la nuova stagione ciclistica entri nel vivo, prima cioè che le corse, grandi o piccole non importa, catturino l’attenzione degli appassionati.
Parliamo del malnatese premio “Caccivio d’oro”, promosso con sempre rinnovata intelligenza e generosità dal suo ideatore, Carlo Caccivio e la cui assegnazione è prevista per domenica 20 marzo a Malnate. L’edizione 2011 sarà assegnata a Hennie Kuiper, grande campione olandese capace di vincere sia il titolo olimpico nel ’72, sia quello mondiale nel ’75, oltre a grandi classiche come Roubaix, Fiandre, Sanremo e Lombardia. Due i suoi secondi posti al Tour de France, a conferma della completezza e delle capacità di questo atleta, per anni nel cuore dei tifosi "orange".
. Il “Caccivio” sottolinea in particolare una valenza fondamentale del ruvido sport delle due ruote: la memoria. Un valore di cui il ciclismo si nutre più di qualsiasi altra disciplina proprio perché in gioco ci sono innanzitutto storie di uomini e non tanto storie di squadre. Fuoriclasse, campioni, buoni corridori e semplici comprimari, il ciclismo tende a celebrarli tutti con rispetto per quello che hanno dato, sofferto e ricevuto in prima persona sulle strade di mezzo mondo con scarse possibilità di mimetizzarsi dietro il lavoro e le fatiche altrui come invece talvolta capita nei più celebrati sport d’assieme.
E il palmarès dei premiati, nei trentuno anni trascorsi, è li a dimostrarlo. Si cominciò con Alfredo Binda nel ’79 e non poteva essere diversamente vista la dimensione del personaggio in sella prima e poi sull’ammiraglia in veste di commissario tecnico al Tour de France e ai Mondiali dei professionisti. E poi il grande Alfredo che Mario Fossati, insuperato narratore di ciclismo, definì: «fuoriclasse moderno del ciclismo antico», era amico fraterno del padre di Carlo, Luigi Caccivio, un atleta a tutto tondo, alla cui memoria è intitolato il civettuolo stadio di Malnate, la cittadina che per lunghi anni ha beneficiato della sua competenza sportiva, della sua passione, della sua generosità finanziaria. Podista, mezzofondista ( l’atletica leggera nel cuore), calciatore, ciclista, poi dirigente sportivo di alto livello, era stato tra i sostenitori della prima ora della Società Ciclistica Alfredo Binda costituita a Varese il 25 gennaio 1929. Fra i due nacque un’amicizia di lunga data, solida, inossidabile al trascorrere delle stagioni fino alla prematura scomparsa, nel 1971, di Luigi. Con Alfredo – ricorda il figlio Carlo – che si sobbarca un lungo viaggio per salutare, per l’ultima volta, l’amico di gioventù. Otto anni più tardi la decisione di onorare la memoria paterna con un premio che tenga vivo nel tempo il ricordo di atleti che hanno contribuito a nobilitare il ciclismo. Una passione, quella di Carlo, maturata a fianco del papà che fin da piccolo fu capace di fargli amare l’atmosfera clamorosa delle competizioni ciclistiche. Quando nel piccolo studio dell’ avviata officina di famiglia, a Malnate, Carlo pone mano ai ritagli di giornali e ai contenitori di latta, colmi di fotografie, è come aprire una scatola magica dove i ricordi si materializzano, le emozioni assumono colori tenui e sfumati: Binda e Guerra insieme sulla pista di Masnago, la punzonatura della mitica Tre Valli del ’48 vinta da Coppi in una contestata volata con Bartali, le lettere di Binda scritte con calligrafia minuta e precisissima all’’amico Luigi. Perle di una collana infinita che ogni anno, nel calore di una grande festa fra amici delle due ruote, si arricchisce e si rinnova.
L’ultima festa è stata, lo scorso anno, quella per Giovanbattista Baronchelli stradista di alto livello che ha incrociato i ferri con uomini del calibro di Merckx e Gimondi, sei Giri dell’Appennino vinti e recordman per lunghi anni della scalata della micidiale salita della Bocchetta. In edizioni precedenti il “Caccivio” ha visto premiati anche atleti da poco scesi di sella come Rolf Sorensen e Dimitri Konyshev. Ma a farla da padroni nel libro d’oro della manifestazione sono sopratutto le grandi firme del ciclismo: Ferdy Kùbler, Fiorenzo Magni, Gino Bartali, Alfredo Martini, Marina Coppi, ovviamente nel ricordo del padre Fausto, Guido Messina, Antonio Maspes, Sante Gaiardoni, Ercole Baldini, Vittorio Adorni, Michele Dancelli, Rudy Altig, Felice Gimondi, Gianni Motta, Francesco Moser, Beppe Saronni, Bernard Hinault, Gianni Bugno, Moreno Argentin e Jean Marie Leblanc, gran patron del Giro di Francia. Tra tanti campioni uomini fa però capolino nel 1993 anche il viso di una ragazza straordinaria, la trentina Maria Canins, campionessa mondiale su strada a Renaix nel 1998. Speriamo non resti ancora a lungo isolata nella prestigiosa galleria del “Caccivio”.
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
PaoloFilterfree su La presidenza come feed
Viacolvento su Gli aumenti nelle rette e il rischio-defezioni alla Fondazione Scuole Materne di Gallarate
Felice su Sosta selvaggia sulla Superstrada di Malpensa, 61 sanzioni per gli "aspettoni"
Felice su «Ai ragazzi servono spazi, costruiamoli insieme», a Varese 400 persone sfidano il freddo alla Marcia per la pace
BarbaraFede su Sosta selvaggia sulla Superstrada di Malpensa, 61 sanzioni per gli "aspettoni"
BarbaraFede su Sosta selvaggia sulla Superstrada di Malpensa, 61 sanzioni per gli "aspettoni"










Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.