Il Presidente della Repubblica: “Il consiglio comunale è sciolto”
Dopo l'addio di Nicola Mucci a dicembre, arriva il decreto di Giorgio Napolitano. L'attività prosegue lo stesso: "è solo un atto dovuto, i poteri rimangono". Le opposizioni non partecipano al voto sul Pgt
Il consiglio comunale di Gallarate esiste ancora? Il dubbio è venuto dopo che ai consiglieri è stata consegnata copia del decreto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che «sulla proposta del Ministero dell’Interno decreta che il consiglio comunale di Gallarate è sciolto». Un atto che deriva dalla dichiarazione di decadenza del sindaco Nicola Mucci, dopo la nomina a direttore generale dell’Asl di Sondrio, carica incompatibile con quella di primo cittadino: se già la decadenza del sindaco aveva incendiato il dibattito, si può immaginare ora cosa succede di fronte ad una comunicazione che porta in calce la firma del Presidente della Repubblica, datata 17 febbraio 2011 (nella foto sotto).
Prima di affrontare il lungo dibattito sul Pgt, dunque, lo scontro si è acceso sulla legittimità o meno dell’assemblea: «esiste ancora il consiglio? Può votare su un tema così importante come il Pgt?» si sono
chiesti molti consiglieri comunali dell’opposizione, sia della Lega che del centrosinistra. Non è bastato loro il parere del segretario generale Giuseppe Morrone, che ha spiegato che «il decreto prefettizio è un atto dovuto in seguito alla dichiarazione di decadenza del sindaco», ma che la seconda frase del comma 1 dell’articolo 53 del Testo Unico degli Enti Locali prevede che «il consiglio rimane in vigore fino alle elezioni del nuovo consiglio comunale e nuovo sindaco», essendo le elezioni già previste per la primavera prossima. Lo stesso vicesindaco Massimo Bossi ha spiegato di aver avuto un colloquio con il prefetto Simonetta Vaccari: «Mi ha confermato che abbiamo i pieni poteri di legge, che possiamo procedere con il Pgt»
La spiegazione non ha convinto l’opposizione: «Stiamo per approvare un atto importantissimo, mi sembra che si agisca con leggerezza, in mancanza di un parere della prefettura» ha spiegato il capogruppo della Lega Nord Matteo Ciampoli, annunciando che il carroccio avrebbe partecipato al dibattito, ma non al voto. È la stessa linea seguita anche dal Pd e dagli altri consiglieri del centrosinistra (con l’eccezione di Laura Floris). Anche perché su un documento delicato come il Pgt, il rischio di ricorsi è dietro l’angolo: «Questa mattina – ha ricordato Cinzia Colombo – ci è stata notificata comunicazione di un cittadino che spiega che se si respinge ancora la sua osservazione si rivolgerà all’autorità giudiziaria». Si parla di un caso singolo, ma di certo gli interessi sull’edilizia sono grandi, basti pensare all’ormai annosa vicenda giudiziaria che oppone Comune di Gallarate e Coop e che vale 27 milioni di euro.
Il dibattito sul Pgt è dunque andato avanti, con l’opposizione che ha fatto ostruzionismo con interventi di tutti i capigruppo e analisi su ogni singola osservazione: all’1 di notte, dopo 6 ore di consiglio, erano state esaminate una quarantina delle 324 presentate. Il consiglio è stato sospeso alle 4.30, alla 60° osservazione, e riconvocato nelle prossime serate di mercoledì, giovedì e venerdì.
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