La Cimberio è una squadra Rok
Recalcati elogia il play croato e quelli che non compaiono nelle statistiche. La Lottomatica si mette in discussione sul pick and roll
La Cimberio ha rischiato di buttare alle ortiche una partita già vinta, se non fosse per un finale dove Rok Stipcevic, play biancorosso, è salito in cattedra con la sua velocità e la sua tranquillità dalla lunetta. La squadra ha affidato al play croato la palla più difficile e lui ha messo al sicuro il risultato battendosi il petto ad ogni tiro libero realizzato. «Rok ha un ritmo che noi dobbiamo ancora metabolizzare – commenta a caldo Recalcati – perché è molto accelerato: lui ti dà ritmo e tranquillità e non è un caso che la squadra ha deciso che la palla sul finale doveva averla lui».
A sentire i due allenatori e soprattutto Angelo Gigli, centro della Lottomatica, la partita l’ha vinta la squadra che ha reagito in modo corale. Da una parte, dunque, la Cimberio che per dirla alla Recalcati è «una squadra viva, che partecipa, parla e che non è lì solo ad eseguire. Una squadra in cui i giocatori si danno una mano l’uno con l’altro». Dall’altra la Lottomatica che, per dirla alla Gigli, «deve parlare di più in settimana per capire cosa vuole l’allenatore, perché subisce troppi punti sul pick and roll e deve sempre sperare in una rotazione che arrivi. Il pick and roll è uno dei punti deboli della Lottomatica già evidenziato a Cremona, dove l’abbiamo subito troppo».
Recalcati nell’analizzare tempo per tempo la partita individua il punto debole della Cimberio nell’incapacità di coniugare intensità e lucidità. «Abbiamo giocato un secondo e un terzo quarto molto bene. Nel secondo abbiamo segnato la partita con la nostra difesa che ha compensato una percentuale non eccelsa da tre. Nel Terzo quarto siamo stati molto fluidi in attacco e meno determinati in difesa. Nell’ultimo quarto ci siamo persi sul fallo antisportivo di Fajardo e lì abbiamo preso trenta punti, sembra un destino con Roma. A quel punto loro ci hanno creduto e hanno trovato il miglior Smith. Oggi però vorrei sottolineare anche la partita di Demartini e Galanda, che hanno inciso molto di più di quanto appare dalle statistiche. I loro minuti sono stati fondamentali perché entrambi si sono messi al servizio della squadra facendola rifiatare, tra l’altro nel momento in cui Goss era carico di falli, quindi nell’economia della partita hanno inciso moltissimo. Infine, vorrei dire che se il nostro lavoro difensivo sta riuscendo, bisogna fare un plauso a Guido Saibene che dall’inizio della stagione sta lavorando su questo aspetto».
Sasa Filipvoski esordisce da signore, con le congratulazioni a Carlo Recalcati: «Sembra più giovane anno dopo anno». Poi attacca con l’analisi impietosa della partita. «Abbiamo giocato solo un tempo, facendo molti errori. Ha prevalso il panico e i giocatori di grande esperienza della Cimberio ci hanno punito soprattutto sul pick and roll».
Varese ha messo molta intensità difensiva, aspetto sofferto dai “talenti” della Lottomatica. «Il ritorno tardivo di Smith è dovuto al fatto che la Cimberio ha impostato la gara sull’intensità fisica, prosciugando le nostre risorse offensive. E Charles ne ha risentito. Ma nel momento giust, appena ha potuto rientrare in partita, lo ha fatto, permettendoci l’aggancio. I troppi liberi sbagliati hanno fatto il resto. Così è la vita».
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