“Le opposizioni odiano Gallarate e i gallaratesi”

Durissimo l'intervento del capogruppo del PdL Alessandro Petrone dopo l'ultimo scontro in consiglio comunale

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento pronunciato in occasione del dibattito conclusivo sul Pgt, al termine dell’ultimo scontro con l’opposizione

Il Popolo della Libertà ama la città di Gallarate e sa amministrarla con responsabilità. Le opposizioni, Partito Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà e Lega Nord odiano la città di Gallarate ed i gallaratesi e non sanno neppure da dove cominciare per governarla.  Così possiamo qualificare l’abbrivio di alcune considerazioni di natura politica da fare rimanere agli atti del Consiglio comunale in occasione della dichiarazione di voto del Gruppo del Popolo della Libertà a favore della approvazione del Piano di Governo del Territorio della Città di Gallarate ed ai media locali tocca il compito, sempre ben assolto, di notiziare tutti i Gallaratesi di quanto è avvenuto ed avviene.
Innanzitutto sono debitore di un plauso: al Gruppo de il Popolo della Libertà, maggioranza assoluta in Consiglio comunale ed in Città, che ha con responsabilità condotto una partita amministrativa e politica importantissima per Gallarate, la Città che tutti i Consiglieri comunali del Gruppo PdL hanno dimostrato di amare dal primo giorno in cui si sono insediati cinque anni fa, nel 2006, all’esito della vittoria elettorale. Donne e uomini che non hanno mai fatto mancare la propria presenza, che hanno sempre seguito i dibattiti con attenzione e sono sempre intervenuti nel merito, approfondendo i provvedimenti amministrativi in discussione ed approvazione così sconfessando coloro i quali, tra le altre fesserie, hanno ritenuto spesso di indicarli come degli “alza mano”.
Ed ora alcune considerazioni che si sono fatte ineludibili. Ancora una volta, e pressoché sempre in questi cinque anni, il Gruppo de il Popolo della Libertà ha garantito, da solo, a questa Città un governo stabile ed il raggiungimento puntuale degli obiettivi programmatici fissati, contenuto di un preciso e schiacciante mandato elettorale. In ottemperanza al contratto con i cittadini siglato nel 2006 il Popolo della Libertà ha mantenuto l’impegno ed ha dimostrato cosa significhi essere Partito responsabile di governo, maggioranza assoluta solida, inscalfibile, Gruppo di donne e uomini che amano la propria Città, rispettano le Istituzioni che vivono e rappresentano.
Non mi sfugge, ad esempio, la differenza lapalissiana tra la “maggioranza assoluta” della Lega Nord di Gallarate negli anni 1993-1997 che si è caratterizzata per immobilismo politico e amministrativo, incapacità cronica di raggiungere alcun obiettivo di governo e palude in cui si è arenato anche il più residuale progetto amministrativo. Di contro la “maggioranza assoluta per volere dei Gallaratesi” de il Popolo della Libertà di Gallarate ha dimostrato in tutti questi ultimi anni di centrare tutti gli obiettivi programmatici.
Non mi sfugge, poi, che le minoranze, tra le quali quella della Lega Nord, abbiano teso in tutti questi anni venirci a fare la morale. Hanno immaginato di poterci fare la morale su tutto: sui nomadi, sull’islam e le moschee e, soprattutto, sulle scelte di programmazione del territorio e relative alla grande distribuzione. I Gallaratesi sappiano che non di morale si tratta, bensì di doppia morale della Lega Nord gallaratese secondo lo schema “dei due pesi e due misure” a seconda delle convenienze elettorali. Infatti spieghi la Lega Nord perché dove governa apre enormi centri commerciali, e mi riferisco a Sesto Calende ed al grande Bennet, opera un dissennato sciacallaggio urbanistico ed una devastazione del territorio, e mi riferisco a quanto è lì da vedere facendo qualche chilometro e raggiungendo Tradate. Di più ci dica la Lega Nord, come mai non chiude le moschee a Varese, dove governa e ne tiene aperte ancora due, mentre noi del Popolo della Libertà, ne abbiamo chiuse due e mai ne faremo aprire alcuna a Gallarate. Ed ancora ci dica la Lega Nord perché non ammette che a Gallarate per risolvere la problematica del campo nomadi-sinti il Popolo della Libertà non abbia fatto altro che sapientemente applicare il metodo del valente Ministro leghista Bobo Maroni, allestendo uno spazio che, magistratura permettendo, molto presto i sinti-nomadi gallaratesi dovranno lasciare per andare a vivere chi in case sociali, se ne hanno i requisiti, chi in case a disposizione sul libero mercato. E ci dica la Lega Nord perché non riconosce con obiettività il dinamismo amministrativo del Popolo della Libertà di Gallarate che si distingue di gran lunga dalla incapacità di concludere alcunché tipico del leghismo varesino: si pensi solo ad alcuni dei problemi irrisolti a Varese dalla Lega Nord in ben venti anni di governo: accessibilità alla città dalla autostrada, teatro, riqualificazione della Caserma e progetto stazioni..tutte promesse rimaste lettera morta. Basti, di contro, ricordare che l’efficienza amministrativa del Popolo della Libertà di Gallarate in questi anni ha portato alla luce una grande Piazza, la nuova Piazza Risorgimento, in soli 10 giorni. E come dimenticare che in pochi mesi sono stati realizzati a Gallarate dal Popolo della Libertà una grande casa di riposo, la Camelot, due nuovi teatri, il Condominio Vittorio Gasmann ed il Popolo, un nuovo Museo d’Arte di respiro internazionale, il MAGA, una nuova scuola, importantissimo polo tecnologico e la più grande scuola superiore ad indirizzo tecnico e scientifico in Provincia di Varese, l’IPC Falcone, la manutenzione e l’ammodernamento di tutte le scuole cittadine di competenza comunale, nuove scuole materne ed asili nido e poi tangenziali, ponti, ben cinque nuovi parchi pubblici, e poi la sistemazione e l’ampliamento dei cimiteri cittadini. Mi fermo qui. L’elenco è lungo, ci torneremo in altra sede, visto il periodo elettorale e la doverosità di informare i nostri concittadini.
Non mi sfugge altresì, peraltro è su tutti i media argomento di discussione giornaliera, la pessima prova che il centrosinistra sta dando di se a Saronno da quando malauguratamente governa. Ma non infieriamo oltre.
E’ giusto, invece, tornando a noi, che Gallarate sappia che i Consiglieri di minoranza del Partito democratico, di Sinistra ecologia e libertà e della Lega Nord di Gallarate hanno dimostrato in tutti questi anni, in ogni occasione fondamentale per le scelte amministrative, assoluta insipienza politica ed amministrativa; sono scappati dalle proprie responsabilità; hanno lasciato i banchi vuoti; sono fuggiti e mancati in ogni occasione di confronto, salvo poi blaterare falsità sui media. Come dimenticare che hanno sempre lasciato i banchi vuoti in occasione della discussione e della approvazione del bilancio; hanno sempre lasciato i banchi vuoti in occasione della discussione e della approvazione del piano delle opere pubbliche; hanno sempre lasciato i banchi vuoti in occasione delle commissioni per discutere di AMSC e per esercitare nei confronti delle nostre aziende pubbliche funzioni di indirizzo e controllo che competono ai Consiglieri comunali.
Può la Città mettersi in mano a chi fugge? Darebbero i gallaratesi il proprio bancomat a chi mente? Vogliono i cittadini affidarsi a chi non è capace di fare opposizione e non ha alcuna cultura di governo?
Alla fine di questi cinque anni la ciliegina sulla torta: questi signori del Partito democratico, di Sinistra ecologia e Libertà e della Lega Nord, campioni di irresponsabilità, hanno messo in atto una vera è propria guerriglia consigliare di bassa macelleria tesa a sabotare il regolare svolgimento dei lavori di discussione e approvazione di uno dei provvedimenti amministrativi più importanti ed utili alla Città, il Piano di Governo del Territorio: hanno prima iniziato a mettere in dubbio la legittimità del Consiglio comunale e sono stati smentiti dalla Presidenza del Consiglio, dalla Segreteria Generale, da autorevoli pareri legali e, ciò che più conta e rileva, dalla Prefettura di Varese; hanno poi violato quel gentlemen agreement fra i Consiglieri teso a tollerare qualche fisiologico ritardo che in cinque anni di prassi ha previsto che potesse capitare di iniziare un po’ in ritardo il Consiglio comunale, dal momento che nessuno fa politica per professione i ritardi sono sempre possibili arrivando dal posto di lavoro; hanno quindi violato gravemente quel naturale rapporto di colleganza tra i consiglieri prendendo in giro le istituzioni e facendo saltare il Consiglio comunale; hanno poi siglato un accordo per calendarizzare i lavori dal 8 marzo e farci stare continuativamente in Consiglio comunale 11 giorni, sfidando la resistenza umana, premeditando di farci andare oltre la data del 11 marzo così arrivando, nel delirio belligerante, alla data del 15 marzo e dirci di fermare tutto per violazione inesistente di norme, in ragione di una scadenza non disattesa, ed ancora una volta sono stati smentiti dalla Presidenza del Consiglio e dalla Segreteria Generale; hanno dimostrato così di non conoscere le norme. Vogliono i Gallaratesi votare chi fugge, chi mente, chi non conosce le norme, chi non sa fare opposizione e quindi chi non sa neppure cosa significhi governare, chi prende in giro le istituzioni che rappresenta? Noi crediamo di no.
A questo punto, fatta la doverosa denuncia alla Città della assoluta insipienza politica ed amministrativa di queste opposizioni, che non hanno vergogna, dobbiamo invece dire che convintamente approviamo questo Piano di Governo del Territorio che per noi de il Popolo della Libertà di Gallarate significa: impegno mantenuto con gli elettori; essere primi in Provincia tra le Città più grandi ed importanti; consentire a Gallarate, ed al comprensorio Gallaratese di intercettare le dinamiche di sviluppo e rilancio dell’economia connesse al via libera al nuovo piano urbanistico; aprire la strada alla crescita esponenziale di nuovi posti di lavoro; proseguire nell’opera di riqualificazione delle aree dismesse ed ammalorate; costruire nuove case di edilizia sociale a canone moderato per le giovani coppie, le famiglie di pensionati ed i single; impedire nuovi grandi centri commerciali; avere gli strumenti per diventare attori protagonisti dello sviluppo di Malpensa e di tutte le dinamiche afferenti la grande crescita infrastrutturale e sociale che comporterà l’esposizione planetaria EXPO 2015, per una Gallarate capitale dell’Insubria e regina dell’asse del Sempione.
Non ci sfugge altresì come questo importante passaggio amministrativo, l’approvazione del Piano di Governo del Territorio, che ha il voto favorevole di tutti i Consiglieri comunali del Gruppo del Popolo della Libertà, sia l’investitura più ufficiale ed evidente che ci possa essere per Massimo Bossi, che candidiamo a Sindaco della Città in ragione della incarnazione del buongoverno del Popolo della Libertà di Gallarate che è orgogliosamente il Partito dei Gallaratesi, il Partito dell’orgoglio gallaratese.
Grazie.
Alessandro Petrone

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Pubblicato il 16 Marzo 2011
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