Profughi al campo militare? I lonatesi dicono no
Circola l'ipotesi che una parte dei profughi che stanno approdando a Lampedusa possano essere ospitati all'interno del "Campo della promessa", al confine con Castano Primo. Ma le strutture sono inagibili
I profughi libici potrebbero partire da Lampedusa e approdare a Lonate Pozzolo. L’ipotesi è ancora molto generica, ma qualcuno ha fatto il nome del paese per un possibile campo profughi, visto che la Lombardia – secondo i calcoli del Viminale – dovrebbe accogliere 9000 rifugiati. Si è iniziato a ipotizzare l’uso dell’area militare dell’ex "Campo della promessa", al confine con Castano, appena oltre la superstrada 336 Malpensa-Boffalora. «L’ho scoperto anche io dai giornali, mi piacerebbe essere contattato prima che si facciano queste ipotesi» dice contrariato il sindaco di Lonate Piergiulio Gelosa, che questa mattina si è affannato ad avere qualche informazione dalla Prefettura. «Lonate ha già tanti problemi, non credo si debba aggiungere anche questo», dice il sindaco, che già qualche settimana fa era stato messo di fronte ad una ipotesi simile. Allora, infatti, sui giornali nazionali era ipotizzato l’uso delle case delocalizzate vicine a Malpensa, che sono "incompatibili con la residenza" ma che secondo qualcuno sono adatte ai profughi. L’ipotesi era stata respinta dallo stesso sindaco: le case sono murate, senza impianti igienici e allacciamenti, rimossi per impedire occupazioni.
Il campo militare è in condizioni molto peggiori. Qui vandali e ladri hanno ridotto gli edifici all’interno dell’area militare a ruderi. Dei tre edifici se ne potrebbe salvare solo uno, la palazzina di due piani più sottotetto ma anche in questo caso restano in piedi solo le mura e il tetto. All’interno lo scenario è desolante: i vetri delle finestre sono tutti rotti, gli infissi sono marci, non ci sono sanitari (la maggior parte sono stati asportati), l’impianto elettrico è stato devastato e l’acqua ha fatto gonfiare l’intonaco dei muri. Insomma ci vorrebbero, come minimo, qualche centinaia di migliaia di euro per rendere quell’edificio agibile mentre gli altri due non possono nemmeno essere presi in considerazione per le condizioni in cui versano. Al problema della ristrutturazione, per la quale servirebbero parecchi soldi e tempi rapidissimi, si aggiunge il problema sicurezza in quanto l’area militare è enorme e si estende per centinaia di metri a lato della superstrada 336, chiusa solo da una rete di metallo facilmente superabile.
Di questo sono consapevoli anche i Verderio, proprietari dell’unica abitazione e trattoria dell’area (foto a sinistra), gestita prima dalla madre del consigliere comunale della Lega Nord Modesto Verderio e ora dalla sorella Natalina. L’esponente, infatti, della Lega non ha dubbi: «Sarebbe assurdo pensare di riempire quest’area di profughi, prima di tutto per la sicurezza dei cittadini di Lonate ma anche per l’aeroporto di Malpensa che è qui vicino – spiega – come si può tenere sotto controllo un campo così grande ed evitare che queste persone non scappino? Non oso pensare se tra di loro ci fosse qualche mezzo terrorista…». Verderio poi si sofferma anche sulle condizioni delle strutture: «Non sarebbe umano nemmeno nei confronti dei profughi».
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