Mazzette per il dissequestro dell’auto, indagato doganiere

Indagine del pm Abate: la finanza di Gaggiolo scopre un raggiro, messo in atto da un funzionario, che paventava ai proprietari di auto lunghi sequestri se non avessero pagato sottobanco

Denunciato un doganiere che, secondo le accuse, prendeva soldi per accelerare i tempi di dissequestro di auto bloccate in frontiera. In questi giorni si sono concluse le indagini preliminari e il pm Agostino Abate ha presentato richiesta di rinvio a giudizio. L’uomo, accusato del reato di concussione,. M.F. 48 anni, è stato nel frattempo trasferito ma se sarà condannato perderà il posto.

L’indagine è stata condotta da parte di militari della Guardia di Finanza della Compagnia di Gaggiolo: è stato accertato che il funzionario, negli anni dal 2007 al principio del 2009, in qualità di “ricevitore capo” della Dogana di Varese, approfittando del proprio ruolo, aveva indotto in una trentina di occasioni le persone che avevano subito il sequestro della propria autovettura (per violazioni doganali di natura amministrativa, riguardanti l’introduzione in Italia di autovetture immatricolate all’estero e con targa estera)  a pagare indebitamente delle somme di denaro, comprese tra un minimo di 300 ed un massimo di 8.000 euro. 

Si tratta per lo più di mazzette tra i 1.500 ed i 4.500 euro, per un “acceleramento” delle pratiche di dissequestro del veicolo, presupponenti il versamento dei “diritti doganali” dovuti e di una sanzione. Si faceva dare i soldi e dopo qualche giorno restituiva il veicolo, ma facendo credere che i tempi sarebbero stati molto più lunghi senza il suo interessamento.

Il pubblico dipendente intascava illecitamente le somme, registrando in contabilità solo una parte delle stesse. In genere una cifra compresa tra 1/3 ed 1/6 di quella riscossa.

L’indagine è partita dalla denuncia di una persona, responsabile della citata violazione doganale, che non ha voluto assoggettarsi al ricatto descritto.

L’attività investigativa ed i riscontri necessari per comprendere la condotta concussiva sono stati effettuati, attraverso riscontri documentali e raccolta di testimonianze, dalle Fiamme Gialle di Gaggiolo, su delega dell’autorità giudiziaria di Varese.
 
 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 18 Aprile 2011
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