Varese si veste con i colori della solidarietà
Seicento studenti hanno animato le principali piazze del centro per rilanciare l'invito a donare agli altri. Le testimonianze di alcuni giovani
Nell’anno europeo dedicato al Volontariato, Varese ha mostrato il suo volto solidale. Un viso fresco, allegro e giovane. Seicento studenti hanno preso parte alla giornata della solidarietà organizzata dallo Sportello Scuola Volontariato e dall’Ufficio Scolastico provinciale. Le piazze centrali della città sono state testimoni dei diversi volti del volontariato: dallo sport disabile, ai giochi d’altri tempi con gli anziani, ai laboratori creativi ai balli di gruppo.
Un esercito di ragazzi dai volti dipinti, agghindati con palloncini a forma di cuore sono sfilati sino al Salone Estense dove hanno testimoniato la loro voglia di donare: alcuni volontari, impegnati nel sociale, hanno poi raccontato le emozioni della loro attività. Come Luca Giambelli, ultimo anno al liceo Tosi di Busto, da due anni volontario "barelliere" con OFTAL che accompagna malati e anziani ai pellegrinaggi nei luoghi mariani: « Non capisco come mai nessuno parli di quello che riescono a fare
questi personaggi che vivono un’esistenza intera per aiutare gli altri. Io sono partito per Lourdes la prima volta molto scettico, volevo andare per sfatare ciò che si diceva. Ne sono tornato scioccato. È stata veramente un’esperienza che mi ha cambiato la vita. Ora , per me, fare il "barelliere" è la cosa più importante. Non ne potrei fare a meno. E non mi capacito sul perchè ci sia tanta ignoranza su queste persone. Come non si possa rimanerne affascinati. È un’esperienza che ti ribalta come un calzino: oggi vedo la vita con occhi completamente diversi. E credetemi: se sono cambiato io, può cambiare chiunque».
Oltre a Luca, a parlare del suo impegno settimanale accanto ai poverti e bisognosi delle stazioni di Milano è salito Marco Rotondi, quinto anno dell’itis Geymonat di Tradate: « Ogni mercoledì vado a portare vestiti e cibo ai senzatetto che stazionano alla Centrale e a Cadorna. Impressiona la solitudine di queste persone., l’esigenza di avere qualcuno a cui raccontare la propria vita. Vado con i volontari della Divina Misericordia e ogni volta è un’emozione. Ti aspettano con ansia perchè vedono in te un amico: alla Centrale sono tanti, circa un centinaio per la maggior parte stranieri. A Cadorna sono circa 20, in gran parte italiani. Il mondo del volontariato è così vasto e variegato che tutti potrebbero trovare il proprio ruolo. Io mi trovo bene perchè c’è poco da pensare ma tantissimo da fare…».
Una mattina, dai colori, dai sapori, dagli umori di una festa, anche se sotto c’è tanto, tantissimo di più. Un mondo da condividere.
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