Pdl Lega, braccio di ferro per gli assessori

Ultima settimana di trattativa, conta dei posti uno a uno, il sindaco impaziente vorrebbe chiudere in fretta ma bisogna accontentare tutti

Ultima settimana di trattativa per la formazione della seconda giunta Fontana. Si discute ma ancora non si quaglia. Il sindaco non ha partecipato a nessuna riunione e anzi ha mandato a dire ai partiti che vuole i nomi degli assessori entro una settimana. Se le segreterie non usciranno dall’empasse, il sindaco con un blitz potrebbe proporre i suoi fedelissimi. I nomi? Il leghista Alberto Roggia (il noto medico da lui voluto nella lista del carroccio) e si vocifera persino di un non leghista come l’avvocato Fabio Fedi, amico personale del primo cittadino ma senza tessera leghista, o il consigliere leghista Emanuele Monti

fontanaTuttavia si tratta di un’ipotesi difficile, perché Lega e Pdl stanno facendo tutti i conti della serva per aggiudicarsi gli assessorati e sanno che, entro il 16, giorno del primo consiglio, devono avere chiuso la partita. Il nodo rimane sempre quello dei rapporti di forza: il Pdl vuole 6 assessori, la Lega ne vuole 4. «Già, ma i leghisti non hanno capito che il sindaco vale due» dicono alcuni esponenti del Pdl. Ma la soluzione potrebbe trovarla il Pdl, con il passo indietro (teorico) di una delle sue componenti.  
Vediamo le variabili. Cambiando le deleghe si possono creare assessorati che valgono di più e altri che valgono meno. La questione si intreccia con il nodo dell’urbanistica: la Lega aveva l’assessorato al territorio e quello ai lavori pubblici; il Pdl ritiene che vadano divise tra Lega e Pdl, al limite qualche delega potrebbe essere scorporata e inserita in un altro assessorato.

Con le deleghe si aggiustano anche i numeri: se la Lega avanza con 4 assessori, il Pdl chiederà potrebbe accontentarsi di 5 ma con più peso.

Chi farà il passo indietro? Una corrente del Pdl. Gli assessori previsti andrebbero due a CL, uno agli ex An, uno ai laici, uno a quelli di Tomassini. La corrente dei laici rinuncerebbe all’assessore ma prenderebbe il presidente del consiglio comunale (Roberto Puricelli) e il capogruppo in consiglio (Fabio D’Aula, Angelo Motta o Ciro Grassia); l’assessore potrebbe indicarlo al di fuori degli eletti (Maurizio Marino presidente dell’Avt  o Enzo Agrifoglio ex assessore alla sicurezza) e in questo modo mantenere cinque consiglieri, un bel pacchetto di peso.

Alla corrente di CL sarebbero garantiti i due assessori, tra cui Piero Galparoli (che vorrebbe fare l’assessore al commercio) ma anche il vicesindaco. Per questo i ciellini potrebbero rinunciare al capogruppo in consiglio. Alla corrente del senatore Tomasini potrebbe andare il capodelegazione in giunta (Giorgio Dewolf), mentre agli ex An rimarrebbe un assessorato con Stefano Clerici.

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Pubblicato il 07 Giugno 2011
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