Cattaneo: “Senza una proposta il Pdl ha il destino segnato”
L'assessore regionale nell'incontro organizzato dalla Fondazione Lombardia Europa ha fatto un'analisi impietosa della situazione politica italiana. «Ha ragione Alfano, gli elettori non sono convinti della nostra proposta politica»
«Altre due elezioni e il Pdl arriva a zero. O fa una proposta agli elettori o ha il destino segnato». L’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti Raffaele Cattaneo, intervenuto all’incontro organizzato alle Ville Ponti dalla Fondazione Lombardia Europa, non ci gira molto intorno. La sua analisi dell’ultima tornata elettorale è impietosa. Ma sbaglia chi crede di potersi chiamare fuori, perché nella palude non ci è finito solo il Pdl, ma gran parte della politica italiana. Si tratta di una crisi profonda perché riguarda il rapporto tra i politici e gli elettori. Una sfiducia che attraversa trasversalmente tutti gli schieramenti, a partire da chi credeva di esserne immune come la Lega Nord («la cui crescita è finita») fino al "vittorioso" Pd («Bersani ha poco da cantare vittoria, perché il Pd alle ultime amministrative è passato dal 27,3% dei voti al 23,5%»). Nonostante i numeri delle ultime votazioni indicano un aumento della partecipazione popolare al voto (67%), “i disertori” delle urne sono ancora il partito di maggioranza relativa. La sfida, dunque, è «a chi perde meno voti». In questo clima da ritirata generale, hanno guadagnato le altre liste, grillini in testa, e la sinistra radicale.
In politica, però, il mal comune mezzo gaudio non funziona. Cattaneo lo sa bene e rilancia l’idea di una politica che riparta dall’ascolto per ricostruire un patto con le nuove generazioni. «Mi ritrovo nelle parole di Angiolino Alfano, secondo cui “i nostri elettori non sono convinti della nostra proposta politica”- sottolinea l’assessore regionale – . Occorre un dialogo vero, la capacità di parlare fuori dai denti, aumentare la consapevolezza di tutti e per farlo occorrono coraggio e senso di responsabilità».
La crisi della politica si riflette come in uno specchio nella situazione stagnante dell’economia del Paese che sembra azzerare le prospettive di un’Italia il cui ultimo vero miracolo economico risale ormai a mezzo secolo fa. «Non cresciamo da 15 anni – sottolinea Pierluigi Troncatti, presidente di Axteria -e varare una manovra di stabilizzazione potrebbe non bastare se non viene accompagnata da una strategia di rilancio della crescita». Le priorità indicate dal presidente di Axteria fanno riferimento all’agenda del nuovo presidente della Bce, Mario Draghi, che mette al centro della strategia tre punti: tagli selettivi e mirati, una riforma fiscale a favore di imprese, lavoro e famiglie, interventi di riforma strutturale.
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